LA GRANDE SFINGE EGIZIANA, TRA TUNNEL SEGRETI E CAMERE NASCOSTE

LA GRANDE SFINGE EGIZIANA, TRA TUNNEL SEGRETI E CAMERE NASCOSTE

- in Archeologia Misteriosa
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LA GRANDE SFINGE EGIZIANA, TRA TUNNEL SEGRETI E CAMERE NASCOSTE

Nel 1935, l’Egitto era luogo elettivo e privilegiato per archeologi in cerca di risposte. Era trascorso poco più di un decennio da quando l’egittologo britannico Howard Carter aveva scoperto la tomba di Tutankhamon, rimasta indisturbata per oltre 3.000 anni. Eppure vi è un’altra storia stupefacente da indagare e riguarda  il tentativo di nascondere la vera storia di una antichissima civiltà sconosciuta che ha lasciato grandi meraviglie al di sopra ed al di sotto delle sabbie dell’altopiano di Giza.

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Il momento in cui Howard Carter apre la Tomba di Tutankhamun


La prima notizia di una “città segreta” apparve nel World Press nel marzo del 1935. Entro luglio di quell’anno vennero trovati molti reperti ed il Sunday Express pubblicò un articolo di Edward Armytage che era appena tornato in Inghilterra dall’Egitto dove aveva visto lo scavo di un’antica città egiziana che si pensava risalire a 4000 anni.

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La notizia della scoperta di una città segreta in Egitto venne riportata da molti quotidiani nel 1935, incluso questo articolo del Sunday Express



Il silenzio dei media

Poi è venuto il silenzio, come se ogni egittologo vivente avesse perso tutto l’interesse per questa meravigliosa metropoli sotterranea. Tutti gli articoli, negli anni successivi, erano incentrati su tombe di regine e tumuli relative la 24a dinastia, fino a 732BC. È singolare che la scoperta di un’intera città sotterranea, risalente a almeno 4.000 anni, sia stata completamente ignorata a favore di una dinastia tardiva che quasi passò senza lasciare traccia.

Per oltre ottant’anni ci siamo scontrati con  un “muro di granito”, anche in persona dell’ex ministro degli Affari Statali e per gli affari delle antichità, Zahi Hawass, che ha mantenuto tale posizione fino alla rivoluzione d’Egitto nel 2011, che ha rovesciato Hosni Mubarak, ed ha anche concluso il controverso strapotere di Hawass, capo supremo di tutte le antichità dell’Egitto. Tuttavia, Hawass sembra avere ancora il “dito nella torta”. Questo lato del suo personaggio è ben documentato nel libro di Robert Bauval e Ahmed Osman, “Breaking the Mirror of Heaven“.

Tuttavia, un tale temperamento non spiega in modo adeguato perché Zahi Hawass ha pubblicamente annunciato che non esiste nulla sotto la Sfinge, né un tunnel, né una camera segreta, quando in realtà vi sono molte foto che lo ritraggono mentre entra in cunicoli dalla testa della Sfinge e nella parte posteriore del corpo del leone. Dobbiamo dimenticare completamente ciò che abbiamo visto più volte ed accettare tali rifiuti senza dubbio?

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Zawi Hawass esamina una camera segreta nel corpo della Sfinge


A quanto pare, ha eluso ogni discussione ed indagine sulle gallerie nascoste sotto l’altopiano di Giza e le camere sotto la Sfinge, affermando che non è possibile osservare più in profondità, in quanto le camere sono bloccate o piene d’acqua. Questo potrebbe anche esser vero, ma è confutato da immagini che mostrano un tunnel ed una scala nella parte posteriore della Sfinge,  le quali attestato che il pavimento al di sotto è abbastanza asciutto.

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Zawi Hawass che discende in un cunicolo della Sfinge. Non si notano tracce di acqua o altri ostacoli.


Sappiamo che Hawass era disceso da una scala nell’ingresso posteriore della Sfinge, in una camera profonda su uno strato medio e poi ancora più in basso verso una camera che apparentemente conteneva un grande sarcofago. È difficile immaginare come abbia potuto pensare di negare tutto ciò che aveva già realizzato.

Intorno al 1798, Vivant Denon incise un’immagine della Sfinge, anche se non di perfetta fattura. Tuttavia, senza dubbio sapeva che c’era un buco in cima alla sua testa, come chiaramente provato dalla foto che mostriamo.

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Vivan Denon ed un suo dipinto che descrive un’apertura sulla testa della Sfinge

L’Enigma della testa della Sfinge

Sembra abbastanza chiaro, dai materiali e dai colori totalmente diversi del manufatto, che la testa ed il volto della Sfinge debbano avere subito significative trasformazioni rispetto alla forma originaria, modifiche intervenute molto tempo dopo che il monumento fu scolpito per la prima volta. Non c’è alcuna erosione nella testa rispetto al corpo.

I lati del copricapo sono abbastanza lisci e bisogna osservare attentamente la creatura mitica per individuare il colore più chiaro del corpo rispetto all’oscurità della testa.

Secondo Tony Bushby nel suo “Segreto in Bibbia”, un frammentario testo sumerico riferisce un racconto che potrebbe essere considerato come realmente accaduto a Giza e coinvolge una bestia che aveva una testa di leone con un’entrata da un tunnel nascosto dalla sabbia. Gli elementi a disposizione suggeriscono che il corpo della Sfinge è stato scolpito in pietra naturale quando c’erano frequenti precipitazioni, il che ci riporta a circa lo stesso periodo che Robert Bauval e Robert Schoch hanno calcolato per la costruzione delle piramidi della cintura di Orion, vale a dire circa 10.450 AVANTI CRISTO.

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La testa della Sfinge sembra fatta di un materiale diverso rispetto al resto del corpo


Un’ipotesi suggestiva. Due Sfingi?

Vi sono alcuni schizzi, alcuni dei quali risalenti al 1665, che mostrano due teste, aventi vaghe caratteristiche femminili, che sbucano fuori dalla sabbia.
Un’antica pratica egizia prevedeva il posizionamento due leoni, denominati Akerw, accanto l’ingresso,  per la protezione celeste, che dovevano condurre ad un tumulo vicino alla Sfinge, che Gerry ha identificato e misurato. Questo tumulo potrebbe contenere il corpo sepolto di una seconda sfinge?

Si potrebbe pensare che questa misteriosa scoperta sia stata accolta con grande entusiasmo dalle autorità egizie, ma Hawass e Mark Lehner non vollero dare seguito all teoria, confutandola.

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L’altopiano di Giza mostra, nel cerchio in rosso, un tumulo secondario

Gerry contattò un rinomato istituto del Cairo che disponeva di apparecchiature in grado di rilevare oggetti sotto la sabbia. Venne richiesto un permesso al Consiglio supremo di antichità per esaminare il tumulo, ma ad oggi è rimasto sensa esito.
Perché questi due egittologi sarebbero così allarmati ? È possibile che non vogliono rivelare ciò che si cela sotto quel tumulo?
Pochi anni fa, Zahi Hawass ha incontrato l’Associazione Straniera Stampa a Il Cairo per sfogare la sua frustrazione con un gruppo di pseudo-scienziati il ​​cui attacco personale, attraverso la televisione e altri media, si era espanso fino a diventare minaccioso. A quanto pare, era preoccupato perchè un’intervista alla NBC aveva sostenuto e pubblicizzato l’opinione di suoi eventuali interessi economici e personali.

“Stanno riferendo di scavi segreti … effettuati intorno alla Sfinge e che non vengono rivelati. Questo non risponde al vero”, ha affermato Hawass.
Zahi Hawass non è solo un uomo mediatico ma, probabilmente, il più esperto egittologo del mondo, ed ha anche ottenuto molti riconoscimenti per aver promosso il turismo nel suo paese. Tuttavia, sembra che abbia un chiodo fisso, mantenere i dettami dell’archeologia convenzionale sulla storia egizia, anche quando le evidenze scientifiche contraddicono le sue affermazioni.

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