I Giganti sulla Terra. Tra mito e realtà

I Giganti sulla Terra. Tra mito e realtà

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In materia di Archeologia dei Misteri, da diversi anni si discute della possibile esistenza di uomini giganti che, in passato, hanno popolato la Terra.

Come verificheremo nel seguito di questo post, la stessa Bibbia fà esplicito riferimento ai Giganti. Allo stesso modo esistono tracce nella iconografica sumera ed egizia.

Il problema delle “raffigurazioni”, così come quello dei testi biblici è stabilire il confine tra mito, trasfigurazione letteraria, tradizione e realtà. E’ un limite molto sottile, perchè le fonti di cui disponiamo non consentono di addivenire a dati certi e stabilire lo “spessore” storico di alcune narrazioni.

Alle suggestioni di tipo apologetico si aggiungono, talvolta, riscontri archeologici che inducono a ritenere che la tradizione orale confluita nei testi sacri possa avere un fondamento, seppure frammentato ed alterato, di verità.

Così, nel 2011, la Pravda divulgò una notizia sensazionale: il rinvenimento, da parte di un gruppo di archeologi impegnati in alcuni scavi in Ruanda, di una misteriosa sepoltura con all’interno i resti di scheletri umani di proporzioni gigantesche.

Furono individuate oltre 40 fosse comuni, contenenti quasi 200 corpi in buono stato di conservazione. Dalle prime verifiche, risultò che i resti in oggetto appartenevano a creature umanoidi di quasi 7 metri di altezza.

La notizia, divulgata da alcune testate giornalistiche, non fù convalidata dalla scienza ufficiale, che affermò trattarsi di banali fotomontaggi o di bieche trovate pubblicitarie.

Già nel 1936, due antropologi francesi (Marcel Griaule e Jean Paul Lebeuf) avevano visionato, in Ciad, analoghi ritrovamenti: resti umani di dimensioni maggiori alla norma.

La civiltà egizia non è estranea a questa anomalia antropologica.

Il sito di Saqqara ospita uno dei luoghi più antichi del mondo egizio. In uno dei sarcofagi è stata rinvenuta la mummia di un uomo alto oltre 2.5 metri. La mummia, inoltre, risultava priva di orecchie, naso e lingua e la mascella aveva una forma non consueta.

La mummia venne datata a circa 4 mila anni fà. Fù l’archeologo Gaston Villars o fornire questa datazione segnalando che, l’ignoto personaggio doveva rivestire un ruolo di rango nella società egizia, come comprovato dagli oggetti funerari ritrovati nel tumulo: opere d’arte, cibo, pietre preziose. Quel che attirò maggiormente l’attenzione di Villars fù che questi oggetti sembravano non appartenere alla cultura egizia.

Nel 1992Carlos Vaca (sacerdote appassionato di antropologia) rese disponibile alla scienza il cospicuo materiale raccolto durante le sue ricerche dilettantistiche, tra cui i frammenti di un teschio umano ed una tibia di dimensioni sproporzionate e riferibili ad un individuo alto almeno 5 metri.

Particolarmente significativo un molare di dimensioni spaventose, di cui gli studiosi non riuscirono a spiegare nè l’origine nè la provenienza.

Un’altra importante scoperta è stata effettuata nel 2009, nel bacino del lago Makgadikgadi, da una equipe di ricercatori della Università di Oxford. Il sito archeologico, situato nel deserto del Kalahari, ha fatto emergere la presenza di tre asce che, data la loro grandezza, dovevano appartenere a uomini alti almeno 3 metri.

Tutti i reperti archeologici ed antropologici che abbiamo elencato hanno ricevuto poco credito all’interno della comunità scientifica. Da una parte si è ritenuto trattarsi di falsificazioni ed artefatti artificiali. Dall’altra, laddove non è stato possibile escluderne la genuinità, sono stati classificati come reperti anomali ma comunque riconducibili al canone ufficiale (ad esempio, malformazioni genetiche).

Gli scavi nel Winsconsin

Nel maggio del 1912, un team di archeologi del Beloit College, in uno scavo realizzato presso il lago Delavan, nel Winsconsin, portò alla luce oltre duecento tumuli con effigi che furono considerate esempio classico della cultura Woodland, una cultura preistorica americana che si crede risalga al primo millennio a.C.

Ma ciò che stupì i ricercatori fu il ritrovamento di diciotto scheletri dalle dimensioni enormi e con i crani allungati, scoperta che non si adattava affatto alle nozioni classiche contenute nei libri di testo. Gli scheletri erano veramente enormi e, benchè avessero fattezze umane, non potevano appartenere a esseri umani normali.

La notizia ebbe una grande eco e fece molto scalpore, tanto che il New York Times la riportò tra le sue prime pagine. Così scrive il giornalista nell’articolo pubblicato il 4 maggio 1912:

“La scoperta di alcuni scheletri umani durante lo scavo di una collina presso il Lago Delevan indica che una razza finora sconosciuta di uomini una volta abitava il Wisconsin Meridionale. […]. Le teste, presumibilmente di uomini di sesso maschile, sono molto più grandi di quelle degli americani di oggi. Il cranio sembra tendere all’indietro immediatamente sopra le orbite degli occhi e le ossa nasali sporgono molto al di sopra degli zigomi. Le mascelle risultano essere lunghe e appuntite […].”

 

Tuttavia, al di là dei discutibili dati antropogenetici, l’esistenza dei Giganti è sorretta da antichi ed autorevoli testi, di cui esponiamo una sintesi.

Il popolo dei Giganti nella narrazione biblica.

La Bibbia descrive l’esistenza di Giganti che popolarono la Terra nel periodo antidiluviano. Si tratta di coloro che erano nati dall’unione tra figli degli dèi e donne terrestri, denominati «giganti sulla terra» (Genesi, 6,4).

L’Antico Testamento menziona diversi giganti, tra cui gli Anakiti, i RefeiOg ed il noto Golia, sconfitto da Davide.

Nella Bibbia si legge testualmente: «Davide corse contro il filisteo… trasse fuori un ciottolo, lo frombolò, colpì Golia alla fronte ed egli cadde con la faccia a terra […], Davide corse e si fermò sul filisteo, afferrò la spada di lui, la estrasse dal fodero e lo uccise troncandogli la testa» (Samuele 1, 17-51).

Stando a quanto si legge, Golia raggiungeva i tre metri e mezzo di altezza, e la sua corazza doveva pesare 104 chilogrammi.

Og è un altro gigante citato nella Bibbia. Mosè lo sconfigge durante la conquista di Canaan da parte degli israeliti (Numeri,21, 32-35): «Il suo letto di ferro  aveva nove cubiti di lunghezza e quattro cubiti di larghezza» (Deuteronomio, 3.11).

Og doveva essere un colosso di circa 4 metri di altezza. Secondo la mitologia ebraica, Og faceva parte dei numerosi giganti antidiluviani. Tra di loro egli è stato l’unico sopravvissuto, perché l’acqua gli arrivava appena fino alle ginocchia. Si dice anche che Noè lo abbia preso con sé nell’arca durante il diluvio. Dentro la nave il gigante non aveva posto, ma poté sedere sul tetto.

Un altro episodio biblico si svolge nei dintorni di Ebron. Lì vive da anni una stirpe di giganti che discende da Anak, gli Anakiti. In particolare tre figli di Anak, Achiman, Sesai e Talmai, gettano nel panico gli israeliti durante il loro cammino verso la terra promessa (Numeri, 13, 22 e 31 sgg.). Qui vi è una relazione col mondo greco, che venerava una stirpe di dèi e di antichi re, gli anachi. Il nome deriverebbe nuovamente dai giganti biblici.

Narrazione di Giganti nella civiltà greca

La mitologia greca è una miniera di racconti sui giganti. Sono universalmente noti i viaggi di Ulisse, re di Itaca. In essi si parla dell’incontro con il ciclope Polifemo.

Gli studiosi di mitologia ritengono che a far nascere la saga dei ciclopi siano stati teschi di elefanti nani, rinvenuti nelle isole greche del Mediterraneo.

Quei teschi presentavano un grande foro all’altezza della proboscide, cosa che faceva pensare al cavo orbitale sulla fronte di un gigante. In Grecia sono comunque molti i luoghi connessi alle peregrinazioni di Ulisse, considerati scenari storici di alcuni eventi. Uno di questi è “l’antro del ciclope”, situato presso Maronia, a nord del Paese.

Gli scavi hanno rilevato che questa grotta è servita per secoli come abitazione e luogo di culto. Al centro dell’ingresso si trova una grande stalagmite a cui è stato dato il nome di “sigillo di pietra di Polifemo”. Non lontano si trova una grande galleria, denominata “zona dei giganti”.

Giganti in Inghilterra

La tradizione inglese è ricca di storie fantastiche e impressionanti sulla nascita di colline, valli e altre forme paesaggistiche. Così i giganti avrebbero più volte gettato cumuli di terra e scagliato in mare imponenti blocchi di roccia. Nelle loro poesie gli anglosassoni citano spesso giganti che sarebbero esistiti prima del loro arrivo in Inghilterra.

Nelle antiche leggende, il noto santuario megalitico di Stonehenge, nell’Inghilterra meridionale, viene definito il luogo della “danza dei giganti”. Il mago Merlino, coi suoi poteri magici, avrebbe trasferito quel colosso di pietra dall’Irlanda alla sua sede attuale.

I Giganti in Germania

Anche i tedeschi hanno i loro giganti. Riibezahl, il genio del monte dei giganti, secondo la leggenda ha assunto numerose sembianze. Egli avrebbe aiutato i viandanti, ma si sarebbe anche vendicato dei suoi dileggiatori: così viene detto nei testi antichi. Sono molti i giganti che rivestono un ruolo nelle saghe del Reno.

Un gigante di nome Tannchel avrebbe fatto saltare le rocce che facevano ristagnare le acque del Reno tra la Foresta Nera e il Volgi. Dicono poi che l’imperatore Massimiliano in persona abbia sconfitto l’ultimo gigante dell’Odenwald in un torneo medievale svoltosi nella città di Worms, situata sulla riva sinistra del Reno.

E’ possibile scorgere  una parte di verità in queste storie. I Giganti possono essere realmente esistiti?

La domanda è destinata a restare senza risposta . E’ possibile che, in un’epoca non precisata, siano esistiti uomini di proporzioni abnormi, qualificati come Giganti la cui memoria si è poi trasfusa nella tradizione orale o in testi sacri che ne hanno mitizzato l’origine e l’identità?

Potrebbe trattarsi di una razza umana estintasi a seguito di un catastrofico evento naturale che ha modificato l’assetto della Terra, cancellando i nostri strani antenati (come accaduto, ad esempio, con i dinosauri e con altre specie viventi)?

Come spiegare i ritrovamenti archeologici che sembrano sfidare il buon senso e la cronologia classica dello sviluppo della civiltà umana?

Tali scoperte, che la comunità scientifica ancora fatica a spiegare, aprono uno strano capitolo della storia del nostro pianeta. In molte parti del mondo, sono state rinvenute, nel corso dei secoli, le apparenti prove di una civiltà di giganti. Possibile che prima della nascita e dello sviluppo della razza umana, sia effettivamente esistito un popolo di giganti?

Dobbiamo davvero riscrivere la storia del nostro pianeta?

La domanda potrà trovare una risposta adeguata quando la comunità scientifica si deciderà ad esaminare fino in fondo la questione, smascherando i finti reperti o convalidando quelli ritenuti anomali.

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