Le misteriose tavolette di Ebla

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Le misteriose tavolette di Ebla.

L’antica Ebla era situata nel nord della Siria, a circa metà strada tra le moderne città di Amat e di Aleppo. Gli scavi in quel sito sono iniziati nel 1960 e nel 1970 è stata scoperta una serie di tavolette straordinarie tra le rovine di un antico palazzo. I reperti divennero noti come “Le Tavolette di Ebla“, ed in origine furono scoperte sotto la direzione di due professori dell’Università di Roma – Dr. Paolo Mattia ed il dottor Giovanni Petinato.

Ad oggi, sono state recuperate circa 17.000 tavolette. Queste tavole sembrano essere state scritte nel corso delle ultime due generazioni dell’antica Ebla. Questo significa che probabilmente possono essere datate intorno al 2300-2250 aC. Ma ciò che è straordinario per le tavole di Ebla non è quanto siano antiche, ma piuttosto i sorprendenti parallelismi con la Bibbia.

Ad esempio, uno studioso rimase  molto sorpreso quando appurò che gran parte delle tavolette sono scritte in ebraico antico.

La  lingua di Ebla era tipicamente semitica: la parola “scrivere” è ktb (come in ebraico), mentre “re” è “malikum,” mentre per “l’uomo” è “Adamu.”

Inoltre, appare una vasta gamma di nomi biblici, sconosciuti ad altri reperti del Vicino Oriente. Ad esempio, sono stati individuati i nomi di Adamo, Eva, Abarama / Abraham, Bila, Ismaele, Esaù, Mika-el, Saul e David. Ora, è importante notare che le parole non sono necessariamente riferite a persone specifiche. Piuttosto, il dato dimostra che quei nomi erano comunemente usati nei tempi antichi.

Inoltre, nelle tavolette di Ebla sono anche citate un paio di antiche città bibliche.

Ad esempio, Astaroth, Sinai, Gerusalemme, Hazor, Lachis, Meghiddo, Gaza, Giaffa, Ur, e Damasco sono tutte riferite e correttamente definiti per nome nelle tavolette.

Giovanni Pettinato ritiene di avere anche individuato riferimenti alle antiche città di Sodoma e Gomorra. Infatti, una scoperta chiave sembra riferirsi direttamente alla Genesi, capitolo 14. Alcuni studiosi della Bibbia hanno a lungo cercato di sostenere che la vittoria di Abramo su Chedorlaomer ed i re mesopotamici in Genesi 14 sia fittizia e che le cinque “città della pianura” (Sodoma, Gomorra, Adma, Zeboim e Zoar) di cui al medesimo capitolo, sono di estrazione leggendaria. Ma adesso apprendiamo che le tavolette di Ebla fanno riferimento a tutte e cinque le “città della pianura”, e su una tavoletta le città sono elencate nello stesso ordine che troviamo in Genesi capitolo 14. Potrebbe essere un indizio della loro effettiva esistenza.

Lo strano inno

Ancora più straordinario è il fatto che nelle tavolette sia stato scoperto uno strano  “inno alla creazione”.

In realtà, sono state individuate tre diverse versioni. Uno degli inni delle creazione è stato tradotto da Pettinato come segue ….

Signore del cielo e della terra:
la terra non è stata, è stata creata,
la luce del giorno non è stata, è stata creata,
la luce del mattino non era [ancora] fatta esiste.

Si tratta di un evidente parallelismo con il racconto biblico. Nella Bibbia troviamo anche un “Signore del cielo e della terra” che ha creato la terra e tutto ciò che è intorno ad esso dal nulla.

Tuttavia, è importante notare che Ebla era soprattutto dominata da cultura pagana. Divinità pagane, come Dagan, Baal e Ishtar erano molto importanti per le popolazioni di quel tempo.

Probabilmente c’è ancora molto da scoprire riguardo l’antico popolo degli eblaiti, ma negli ultimi decenni i progressi sono stati rallentati da conflitti religiosi e politici. Forse non sapremo mai con certezza da dove proveniva il popolo dell’antica Ebla e quanto effettivamente conoscesse il vero Dio della Bibbia, o perché la loro lingua ha tali somiglianze all’ebraico.

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