Nibiru e gli Annunaki di Sitchin

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- in Archeologia Misteriosa
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Secondo alcuni studiosi il nostro sistema solare, un tempo, era composto da cinque pianeti gassosi e non quattro come oggi li conosciamo.

Sitchin, ipotesi su Nibiru e gli Annunaki.

Una simulazione al computer ha elaborato l’evoluzione del sistema solare e planetario negli ultimi 5 miliardi di anni e, come risultato, ha suggerito la presenza, circa 4,5 miliardi di anni fà, di un un quinto pianeta gassoso, poi espulso dall’orbita del sistema solare, probabilmente a causa di uno scontro gravitazionale con Giove.

Il dibattito sulla formazione ed originaria composizione del sistema solare va avanti da decenni.

L’attuale modello cosmografico indica che Nettuno ed Urano non si trovavano nella posizione corrente ma erano molto più vicini di adesso, per poi trovare rotte ed orbite stabili a causa delle forze gravitazionali.

La realtà cosmologica, 5 miliardi di anni fà, era molto turbolenta e caotica. E’ come se ogni pianeta cercasse la sua posizione all’interno del sistema solare dovendo fare i conti con la vicinanza e la presenza di tutti gli altri corpi celesti.

L’equilibrio che oggi conosciamo è quasi certamente nato da questo caos primordiale.

Quel che potrebbe essere accaduto, e che la simulazione compiuterizzata sembra confermare, è che, all’interno del caos che regnava nel sistema, un quinto pianeta sarebbe stato spinto fuori la sua orbita, per non alterare gli equilibri gravitazionali (sopratutto tra GioveNettuno ed Urano).

Giove, una volta espulso il quinto pianeta, si sarebbe avvicinato al Sole ed Urano e Nettuno si sarebbero allontanati l’uno dall’altro.

Alcuni autori suggeriscono che il quinto pianeta potrebbe essere il famoso e favoleggiato Nibiru.

La domanda che, allora, nasce spontanea è: Nibiru può essere effettivamente esistito o è solo il frutto della stravaganza letteraria di qualche scrittore del fantastico?

La Nasa, anni fà, rispondendo alle sollecitazioni di Zecharia Sitchin (il principale fautore dell’esistenza di Nibiru) ebbe a smentire categoricamente questa ipotesi.

Ma la questione è e resta tuttora aperta. Non conosciamo lo spazio cosmico tanto approfonditamente da potere escludere l’esistenza (o l’originaria esistenza) di corpi celesti, pianeti e formazioni stellari che un tempo erano parte integrante del nostro sistema solare.

L’IPOTESI AVANZA DA ZECHARIA SITCHIN: NIBIRU E GLI ANNUNAKI

Zecharia Sitchin, studioso di lingue antiche e profondo conoscitore della civiltà sumera, avanzò l’ipotesi dell’esistenza di Nibiru (quinto pianeta) e gli Annunaki studiando i racconti della letteratura biblica e sumera.

Sitchin era uno dei pochissimi studiosi al mondo ad essere riuscito a decodificare la lingua sumera e riteneva che questa non descrivesse miti e leggende del mondo antico ma la compiuta descrizione dell’origine della razza umana.

L’uomo, secondo Sitchin, sarebbe il frutto di un esperimento di ingegneria genetica compiuto dagli Annunaki, una progredita civiltà aliena proveniente da un pianeta che (al tempo del loro arrivo) aveva un’orbita molto vicina alla Terra. A questo pianeta venne dato il nome di Nibiru.

Per la cosmologia sumera, come interpretata da Sitchin, il sistema solare avrebbe un decimo pianeta che seguendo un’orbita ellittica, rientrerebbe nel centro sistema una volta ogni 3.600 anni.

L’ipotetico pianeta (Nibiru) sarebbe stato catturato dall’attrazione gravitazionale di Nettuno e deviato dal suo percorso verso l’interno, miliardi di anni fa quando il nostro sistema solare era ancora in via di formazione.

In definitiva, Nibiru è un pianeta vagante “catturato” dalla gravità solare.

Ogni 3.600 anni, al verificarsi del passaggio di Nibiru al perielio (il punto più vicino al Sole) si verificherebbero gravi perturbazioni del campo magnetico ed alterazioni gravitazionali responsabili di una elevata attività vulcanica e tellurica con conseguenti sconvolgimenti climatici, responsabili di estinzioni di massa.

ELEMENTI A FAVORE DELL’ESISTENZA DI NIBIRU

Nella prima metà del ‘900 l’analisi di alcune anomalie in Urano consentirono di individuare un altro pianetaPlutone.

Fin da subito si ipotizzò che Plutone avesse consistenza gassosa ed influenzasse l’orbita di Urano. Analisi più meticolose appurarono che la rotazione di Plutone, anche nel suo punto più vicino al Sole, non genera alcuna perturbazione nell’orbita dei pianeti vicini.

Pertanto, Plutone non poteva essere il c.d. decimo pianeta. Quest’ultimo doveva essere un gigante gassoso di massa tale da alterare l’equilibrio gravitazione dei pianeti vicini. E Plutone non ha affatto queste caratteristiche.

Negli anni ’70, alcuni astronomi (tra cui Joseph Brady) ritennero che il decimo pianeta doveva avere un orbita di 464 anni e distante 150 milioni di chilometri dal Sole, con massa tripla rispetto a Saturno.

Tuttavia, data la sua ipotetica massa e grandezza, non poteva essere passato inosservato. Se ne dedusse che, pertanto, non esisteva.

Nella seconda metà degli anni ’90, il satellite IRAS segnalò la scoperta di un corpo celeste, in direzione della costellazione di Orione, di grandi dimensioni (superiori a quelle di Giove) e tale da poter causare irregolarità alle orbite di Nettuno ed Urano.

Gli astronomi non riuscirono a spiegare se si trattasse di un pianeta, una stella, una cometa o una giovane galassia.

L’ipotesi più plausibile venne fornita dal Dott. James Houck (astrofisico presso l’Università di Cornell) il quale dichiarò che il corpo celeste era un enorme pianeta gassoso, distante dalla Terra circa 50 bilioni di miglia.

Se così è, si tratterebbe di un pianeta così vicino da far parte del nostro sistema solare.

Secondo un’altra tesi, Nibiru dovrebbe essere identificato con Nemesis, la nana bruna o rossa che l’astronomo R.Muller associò al Sole per spiegare le cause di alcune estinzioni di massa riscontrate nei fossili.

La teoria di Muller è che Nemesis, ciclicamente a distanza di milioni di anni, entra nella nube di Oort, causando l’ingresso di uno sciame di comete ed asteroidi che collidono con i pianeti del nostro sistema solare.

La prova più sensibile deriva da un Comunicato Ansa del 12 Dicembre 2002 che riporta un articolo pubblicato sulla rivista inglese New Scientist.

L’autore informa dell’esistenza di un decimo pianeta del sistema solare, che si troverebbe oltre l’orbita di Plutone e vicino alla così detta fascia di Kuiper, dove si addensano comete, asteroidi e d altro materiale interstellare.

L’ignoto ospite potrebbe causare pericolose alterazioni orbitali ai pianeti esterni, potrebbe essere grande come Giove e transitare a circa 42 milioni di miglia dalla Terra, con conseguenze imprevedibili e forse catastrofiche.

NIBIRU SECONDO GLI STUDI DI DAVID NESVORNY

L’astrofisico David Nesvorny ha cercato di dimostrare che, circa 600 milioni di anni fà, il sistema solare era fortemente instabile. Dal caos sarebbe nato un ordine, basato sull’equilibrio dei campi gravitazionale. Alcuni corpi celesti sarebbero finiti nella fascia di Kuiper, oltre Nettuno. Altri avrebbero debordato all’interno collidendo con la Luna ed altri pianeti.

Queste ipotesi suggeriscono che il “decimo pianeta” (Nibiru o comunque lo si voglia chiamare) potrebbe essere ancora nella nostra Galassia.

Le ipotesi plausibili sono tre. Il decimo pianeta, espulso dall’orbita del nostro sistema solare, vagherebbe ancora nella Galassia.

Una seconda teoria, prevede che l’ipotetico quinto pianeta potrebbe essere stato fagocitato da uno pianeti esterni.

Se si ipotizza che il quinto pianeta si trovasse su un’orbita tra Marte e Giove, si può supporre che il corpo celeste, trovandosi in una posizione favorevole, sia stato attratto e inghiottito da Giove o da Saturno. “Il nostro sistema solare oggi sembra calmo e tranquillo, ma siamo consapevoli che il suo passato è stato molto violento”, spiega Nesvorny.

In ultima analisi, c’è l’ipotesi che potrebbe spiegare l’origine di Nibiru (Marduk o Pianeta X) e della sua orbita fortemente ellittica.

L’orbita di Nibiru avrebbe tre caratteristiche molto particolare: 1) la forte eccentricità; 2) l’inclinazione di 30 gradi rispetto al piano orbitale degli altri pianeti solari; 3) il moto retrogrado della sua orbita, cioè Nibiru si muoverebbe in senso inverso rispetto agli altri pianeti del sistema solare.

L’espulsione gravitazione del quinto pianeta, sarebbe in grado di spiegare tutte e tre le caratteristiche. Nibiru sarebbe stato scagliato via dalla forza gravitazionale di Giove per poi essere catturato dalla gravità solare nell’orbita ipotizzata da Sitchin.

 

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