Fantasmi al Castello Ursino di Catania

Fantasmi al Castello Ursino di Catania

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Castello Ursino. Fantasmi a Catania
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Strani fenomeni ed entità eteree al Castello Ursino di Catania

Il Castello Ursino di Catania venne edificato nel XIII secolo dall’imperatore Federico II Di Svevia, uno dei sovrani più colti ed illuminati della penisola siciliana, fondatore dello Studium Siciliae. Fu costruito a ridosso del mare, con funzione espressiva del potere regale e di roccaforte difensiva, per salvaguardare Catania dalle invasioni saracene.

Il Castello Ursino, inizialmente a ridosso del mare, subì una profonda trasformazione topografica in conseguenza dell’eruzione lavica del 1669 (eruzione Etna 1669), che modificò l’aspetto e la struttura della città. La lava, che dal monte Etna si riversò a Catania, circondò le mura del Castello creando quasi due chilometri di terra ferma oltre il Castello (che, da quel momento, non è più affacciato sul mare ed oggi contraddistingue una delle più animate piazze cittadine).
Il Castello Urisino, insieme al Castello Maniace di Siracusa ed a quello di Augusta, costituiva il miglior sistema difensivo costiero della Sicilia. Fu anche sede del parlamento siciliano e dimora reale degli Aragona di Sicilia.
Nel corso dei secoli sminuì la funzione di centralità politica che lo aveva caratterizzato. Agli inizi del 1500 fu trasformato in prigione per recludervi personaggi politici e criminali di un certo rango. Le cronache riferiscono che le condizioni di tenuta dei prigionieri fossero aspre ed agghiaccianti e che in circa due secoli di funzione la prigione abbia rilasciato solo 14 prigionieri: tutti gli altri non lasciarono mai, da vivi, le mura del castello.
Nel 1838, i Borboni decisero di utilizzare la struttura per scopi diversi, apportando cambiamenti strutturali e trasformandola, ancora una volta, in sede politica.  Nel 1932, il Comune di Catania istituì nel Castello un Museo Civico, che anche oggi è possibile visitare.

Il maniero è pieno di sotterranei, cunicoli e stanze segrete. In particolare, proprio i sotterranei vennero adibiti a celle, la cui angustia non rendeva particolarmente agevole la sopravvivenza dei prigionieri.
Le celle erano piccole, buie ed infestate da topi. Sui muri delle camere di reclusione sono ancora visibili i graffiti, le scritte e i segni dei condannati, riflessioni, pensieri quotidiani, dediche, frasi talvolta volgari, molte delle quali in dialetto siciliano.

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Una delle iscrizioni nelle mura del Castello

Il Castello Ursino, nell’ultimo secolo, oltre che per la sua imponente bellezza, è divenuto noto per i fenomeni paranormali ed inspiegabili che si verificano tra le sue mura.

Avvertibili sopratutto nelle ore notturne, tali fenomeni si caratterizzano in lamenti, rumori anomali, oggetti che si spostano, pianti, apparizioni, visioni eteree e zone in cui, senza alcuna spiegazione palusibile, la temperatura diviene più fredda. Alcuni testimoni (prevalentemente i custodi della struttura) riferiscono di porte che si aprono e si chiudono spontaneamente, luci che si accendono e spengono da sole, dispositivi elettronici che manifestano inspiegabili anomalie ed agiscono senza controllo.

Inoltre, taluni visitatori che transitano per le stanze o percorrono i corridoi, affermano di avvertire la sensazione di sentirsi quasi bloccati ed incapaci di muoversi, come se qualche entità invisibile li stesse bloccando.

Gli abitanti della zona sono certi che il Castello Ursino sia infestato da fantasmi, dalle anime in pena dei numerosi prigionieri che ivi trovarono la morte per le insostenibili condizioni di reclusione. Altra interessante leggenda riguarda le stanze superiori della fortificazione. In quest’area sarebbero apparse figure eteree, in particolare quella del fantasma di un bambino visto volteggiare nella parte più alta del castello.

A rendere più interessate il mistero, vi sono alcune fotografie che ritraggono figure fantasmagoriche, femminili, maschile e talvolta animalesche.

Un’ultima considerazione va dedicata ad una stupenda opera artistica custodita nel Castello. Si tratta della “Testa di Ofelia Pazza“, dipinta da Michele Rapisardi nel 1865. Molti di coloro che osservano l’opera giurano di avvertire una sensazione di spiacevole turbamento, come se “Ofelia” li fissi con sguardo severo e reale, insinuandosi in profondità e nei loro pensieri.

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Testa di Ofelia Pazza. Quadro di Michele Rapisardi. 1865

Gli appassionati di storia, d’arte ed i cultori del mistero non dovrebbero perdere l’occasione, transitando a Catania, di visitare il Castello Ursino, apprezzandone la “magia” nelle sue molteplici sfaccettature.

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