IL FANTASMA DELLA PRINCIPESSA MANIGUNDA

IL FANTASMA DELLA PRINCIPESSA MANIGUNDA

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Nelle vicinanze di Varese, poliedrica città lombarda, si trova il monastero dell’Assunta di Cairate, risalente alla prima metà del secolo VIII. Al suo interno, sono custodite suppellettili ed importanti opere d’arte, come alcuni dipinti di Bernardino Luini (pittore del XV secolo appartenente alla scuola del Leonardeschi).

Tuttavia, il monastero dell’Assunta è noto per altre vicende meno terranee ed in particolare per essere dimora privilegiata di un inqueto fantasma, identificabile con la fondatrice della struttura religiosa ovvero la principessa Manigunda.

Non abbiamo precise notizie sulle origini del personaggio e le informazioni in nostro possesso derivano dalla tradizione e da alcuni dati frammentari risalti all’espoca della sua esistenza.

In realtà, i reseconti storici non fanno riferimento ad alcuna principessa longobarda, nonostante Manigunda sia conosciuta come “principessa dei Goti“. Probabilmente, la donna vantava legami di sangue con la stirpe reale, come confermato dal ritrovamento della sua tomba durante lavori di restauro del monastero nel XVI secolo, atteso che all’interno del tumulo vennero scoperti numerosi oggetti prezioni riferibili alla regalità.

Si narra che, dal giorno del ritrovamento delle spoglie di Manigunda, fino ad oggi, all’interno del monastero cominciarono a manifestarsi episodi di natura paranormale.

Secondo i pochi elementi storici a disposizione, Manigunda visse nel secolo VIII ed era figlia del re Longobardo Liutprando. Dotata di straordinaria bellezza andò incontro ad un destino avverso. Soffriva di una grave patologiarenale ed era alquanto caginovole di salute. Per tale ragione non riuscì a contrarre matrimonio ed a creare uleriori legami di discendenza.

L’unica sincera ed effettiva compagnia era quella del suo cane, descritto come di pelo bianco e di grande stazza.

Si narra che, in preda alla disperazione, decise di rivolgersi alla Madonna perchè la guarisse dalla sua malattia e le desse la possibilità di affrontare una vita normale. Si recò a Cairate, dove bevve da una sorgente d’acqua miracolosa che, secondo la leggenda, la portò alla guarigione, facendole riacquistare forza e vigore. Da quel giorno fece un voto, destinando la sua esistenza alla vita ecclesiastica.

Maningunda, nel 737 D.C., rispettando il suo voto, fondò a Cairate un monastero dedicato alla Santa Maria Assunta e, per tutta la sua vita condusse esistenza monastica. Dopo la morte venne sepolta nel monastero e le sue spoglie vennero ritrovate soltanto dopo otto secolo, durante dei lavori di restauro. Il suo, insieme ad altri corpi, vennero trasferiti nel cimitero locale e da allora, secondo la tradizione, il suo fantasma vagola inquieto e non riesce a trovare pace.

I visitatori del monastero riferiscono di strani fenomeni: voci e passi inconsueti, un’immagine femminile dalle lunghe trecce che si aggira tra le mura della struttura, strani aloni di luce che appaioni improvvisamente per poi scomparire.
Ulteriore fatto strano è che la strana figura femminile, durante le sue apparizioni, è accompagnata da uno spettro, somigliante al cane (di grande stazza e dal pelo bianco) che la principessa aveva in vita.
Nel 2012 si è verificata una delle più soprendenti e discusse apparizioni. Un manovale, durante lavori di ristrutturazione, ha fotografato un’immagine eterea ma dai contorni chiari, riferibile alla descrizione che di Manigunda deriva dai resoconti storici. In un primo momento si pensò che la fotografia fosse un falso, ma la sua genuinità è poi stata confermata da alcune indagini e pure diffusa dal sindaco Paolo Mazzucchelli.

Molte persone oggi visitano il monastero dell’Assunta in Cairate nella speranza di intravedere qualcosa che confermi la leggenda e la presenza del fantasma, ma pare che Manigunda non ami mostrarsi ad occhi curiosi e soprattutto apprezzi il silenzio, cosa che è raro ottenere dai turisti, anche quando si tratta di un luogo sacro.

Fonte: Misteri nel Mondo

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