IL POZZO DELL’ISOLA DI OAK ISLAND

IL POZZO DELL’ISOLA DI OAK ISLAND

- in Luoghi Misteriosi
1889
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Un pozzo, un’isola ed un mistero irrisolto che tuttora affascina ed interessa gli studiosi e gli appassionati. Il luogo è singolare, una piccola isola del distretto canadese in Nova Scotia. Ancor più singolari sono le circostanze della scoperta di quel che sembra un enigma senza soluzione. Cosa si nasconde nelle profondità del pozzo di Oak Island. Per tentare di capirlo, cominciamo dall’inizio.

Tutto ha avuto inizio intorno al 1795, quando un giovane ragazzo di nome Daniel McGinnis si aggirò nei pressi dell’isola di Oak Island, piccola isoletta canadese della Magone Bay in Nova Scotia. Ad un certo punto trovò una depressione nel terreno e vicino ad essa un’ albero di quercia con una antica carrucola posta su di essa. Il giorno successivo, insieme ad altri due coetanei John Smith e Anthony Vaughan, tornò dove aveva trovato la depressione e cominciarono a scavare trovando a 60 centimetri uno strato di ardesia, un materiale non reperibile sull’isola. Continuarono fino a tre metri e trovarono una pavimentazione di legno di quercia con evidenti segni di ascia. A sette metri capirono che con le loro forze non potevano continuare da soli…

Ecco come ha avuto inizio il mistero del pozzo di Oak Island, anche chiamato “Money Pit” ovvero pozzo del denaro. Molte sono le leggende e le domande che aleggiano su questa strana costruzione idraulica, da antiche civiltà come i Vichinghi, a lotte di pirati, a misteri ancora più profondi come la corona francese o i Templari e il Sacro Graal. Il ritrovamento del pozzo di Oak Island ha coinvolto associazioni di persone, grandi somme di denaro e perdite di vite umane nel corso di questi due secoli. La storia vuole che otto anni dopo il ritrovamento dello strano luogo i tre ragazzi trovarono aiuto in un uomo di nome Simeon Lynds che venuto a sapere del pozzo fondò un consorzio dal nome Onslow Company atto a finanziare lo scavo a Oak Island. Le ricerche nel pozzo riprese nel 1803. Lo scavo era intervallato per ogni tre metri da piattaforme di legno di quercia. Furono anche trovate strati di altri materiali, alcuni non presenti sull’isola e neanche nelle vicinanze:

  • A circa dodici metri fu scoperto uno strato di carbone di legna
  • A quindici metri uno strato di mastice
  • A diciotto uno strato di fibra di cocco
  • A ventisette metri una pietra di perfido egizio con su inciso una frase tradotta: “Quaranta piedi sotto sono sepolte due milioni di libre”
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Schema del Pozzo di Oak Island

Infine con un piede di porco sondarono sotto l’ultimo strato ritrovato colpendo qualcosa di consistente somigliante una cassa. Dato che la notte stava per nascere decisero di tornare il giorno dopo.

Al loro ritorno però trovarono il pozzo allagato per quasi tutta la sua lunghezza. Avevano innescato una forma di difesa idraulico che aveva permesso all’acqua di riempire lo scavo. Si è poi scoperto che il pozzo, finchè era siggillato dalle pavimentazioni superficiali, non permetteva all’aria di uscire e di conseguenza all’acqua di penetrare. Una volta tolto il “tappo” l’acqua ha riempito il tutto fino a livello del mare. Furono effettuati due tentativi per raggiungere il fondo del pozzo: il primo fu svuotare il pozzo che però falli miseramente quando si notò che anche se si buttava via l’acqua il livello non variava affatto. Un altro tentativo fu la costruzione di un pozzo parallelo per far defluire l’acqua del primo pozzo nel secondo. Anche questo tentativo però fallì. Le ricerche sull’isola di Oak Island ripresero nel 1849 con la fondazione di una nuova società di finanziamento chiamata Truro Company. I problemi dell’infiltrazione d’acqua però causarono gravi complicazioni.

Fu tentato l’inserimento di una trivella che trapassò gli strati del pozzo fino a raggiungere qualcosa che furono identificati come barili. Al ritiro della trivella furono recuperati da Lynds tre anelli di una catena d’oro. In seguito fu inserita un altro tipo di trivella per raggiungere il pozzo in maggiore profondità. Quando la trivella torno in superficie un operaio addetto agli scavi accusò un altro di aver recuperato qualcosa dalla trivella. Durante l’interrogatorio l’operaio promise di rivelare tutto agli investitori, ma prima che accadesse ciò, morì in condizioni misteriose. Una volta appurato che l’acqua contenuta nel pozzo fosse acqua di mare e che il livello seguisse il movimento delle maree fu effettuato un sopralluogo che accertò che la spiaggia attorno a Money Pit fosse artificiale. La compagnia finanziò la costruzione di una diga che ne evidenziò la presenza di una più antica e di una serie di tunnel, che convergevano verso il pozzo del denaro. Sfortunatamente prima che la diga fu terminata venne spazzato tutto via da una tempesta. Nel 1861 vennero effettuati altri scavi e in questo anno ci fu la prima vittima dell’isola di Oak: un operaio morì in seguito allo scoppio di una caldaia impiegata per il prosciugamento del pozzo. Incidenti successivi provocarono il cedimento delle piattaforme di legno e il crollò del pozzo del tesoro. Nel 1891 fu fondata la Oak Island Theasure Company, da parte di Fred Blaire. Dal 1987 al 1955 si susseguirono numerosi scavi e sporadici ritrovamenti riguardanti frammenti di legno lavorato, di metalli e di una sostanza che, successivamente studiata, si rivelò essere un materiale artificiale simile al cemento.

Nel 1959 ci fu un incidente nel quale furono coinvolte 5 persone che morirono nel tentativo di scavo di un pozzo, a quanto pare per esalazioni di gas di macchinari o da un accumulo di anidride carbonica proveniente da un pozzo precedente. Infine nel 1971 fu impiegato una ulteriore trivella e dopo il ritrovamento di frammenti di ottone e legna fu calata nel pozzo una telecamera che rilevò la presenza di due o tre casse e di un corpo umano. Nel 1995 fu redatto un rapporto sull’isola Oak e da allora i cacciatori di tesori continuano a tentare di trovare il tanto bramato e misterioso tesoro del Money Pit.

Fonte: acam.it

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