IL RITORNO DI SHANTI DEVI

IL RITORNO DI SHANTI DEVI

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Continuiamo la nostra indagine su episodi di reincarnazione storicamente documentati. In questo articolo, proponiamo la vicenda di Shanti Devi, una bambina indiana vissuta tra la prima e la seconda metà del 1900 la cui particolare ed ispiegabile storia attirò l’attenzione di Gandhi e di molti parlamentari del governo indiano.

Il caso di Shanti Devi è ampiamente documentato ed è stato puntigliosamente descritto da un giornalista svedese, Sture Lonnerstad, nel libro“Il Ritorno di Shanti Devi”.

 Shanti Devi nacque nel 1926, in un villaggio vicino a Delhi. All’età di quattro anni,  quando iniziò a parlare in modo articolato, raccontò di avere avuto un marito e dei figli, come se stesse narrando la vita di un’altra persona.

Raccontava che suo marito si trovava a Mathura, che era proprietario di un negozio di vestiario, che avevano dei figli. Si riferiva a se stessa col nome di Chaubine. Diceva di essere morta dando alla luce il terzo figlio.

I genitori subito non prestarono attenzione alle storie di Shanti Devi, ritenendole semplici fantasie fanciullesche.  Iniziarono però a preoccuparsi, quando queste storie, divennero via via sempre più insistenti. Durante i pasti, occasionalmente diceva: “Nella mia casa a Mathura si mangiano dolci differenti”. Qualche volta, quando sua madre la vestiva lei le raccontava che tipo di vestiti solitamente indossava. Più cresceva e più insisteva con i suoi genitori che la portassero a Mathura.

Un giorno il suo insegnante delle superiori, incuriosito dal racconto di Shanti Devi, decise di inviare una lettera al presunto marito della ragazza, Pandit Kedarnath Chaube. Con grande stupore verificò che tutto quello raccontato da Shanti Devi, corrispondeva al vero.

Nella lettera l’insegnate chiedeva al marito di visitare Delhi. Questi, che viveva molto lontano, suggerì di far incontrare la ragazza con suo cugino che invece viveva in città. Nella riunione organizzata per l’occasione, Shanti Devi riconobbe senza esitazione il cugino del marito, inoltre gli rivelò alcuni dettagli della casa, dove aveva vissuto a Mathura, rivelandogli il luogo dove lei aveva sotterrato dei soldi.

Quando le domandarono se sapeva dirigersi dalla stazione di Mathura alla sua precedente abitazione, rispose affermativamente senza esitare.

Knajimal il cugino del marito, rimase così colpito dalle storie di Shanti Devi che convinse Kedarnath a visitare Delhi. Per depistare Shanti Devi, Knajimal le presentò Kedarnath come suo fratello, ma lei, sbalordendo tutti i presenti, disse che quello non era affatto il fratello più anziano di Knajimal, ma era suo marito.

Quando la madre le chiese che cosa dovesse preparare per pranzo, lei le disse di cucinare patate ripiene paranthas e curry di zucca. Kedarnath rimase sbigottito essendo quelli i suoi piatti preferiti.

Durante l’incontro, Kedarnath gli chiese se lei avesse qualcosa di inusuale da dirgli per dargli una prova certa del loro rapporto nella vita precedente. Shanti gli rispose “Si, c’è una pozzo nel cortile dietro casa, dove di solito mi bagnavo”.

Quando vide Navneet il figlio che aveva avuto nella vita precedente, si mise a piangere dall’emozione e chiese a sua madre di donargli tutti i suoi giocattoli. Kedarnath le domandò come avesse riconosciuto Navneet , suo figlio, se quando lui era venuto alla luce lei era morta. Lei gli spiegò che suo figlio era parte della sua anima e che l’anima facilmente riconosce se stessa.

Dopo cena, Shanti chiese a Kedarnath “perché l’hai sposata?” riferendosi alla sua nuova moglie “non avevamo forse deciso che tu non ti saresti risposato?”. Kedarnath non seppe darle una risposta.

Quando Kedarnath, ripartì per Mathura, Shanti voleva seguirlo, ma i suoi genitori si rifiutarono di lasciarla andare.

A Mathura ci sarebbe andata in un secondo momento, invitata dall’ ex marito, dove avrebbe riconosciuto molte persone ed identificato senza problemi molti luoghi.

Oltre a raccontare l’esperienza della sua vita precedente, Shanti, descrisse anche il periodo di transizione tra una vita e l’altra.

E’ stato il caso di reincarnazione più indagato e documentato della storia moderna. Si interessarono al caso Shanti Devi, Mahatma Gandhi e altri  membri prominenti del parlamento Indiano i e nel ’35 costituirono un comitato d’indagine.

Questa  è  l’ennesima prova che la reincarnazione non è mito ma realtà, non è fede ma è un fatto.

Shanti Devi abbandonerà ancora una volta la dimensione materiale il 27 Dicembre del 1987.

Fonte: spiegaleali.it

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