Rol e la foto che si trasforma.

Rol e la foto che si trasforma.

- in Paranormale
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L’episodio che riportiamo è tratto dall’esperienza diretta e personale di Giuditta Dembech, intima e sincera amica di Gustavo Rol, una delle pochissime persone che il Grande Vecchio autorizzò a registrare colloqui personali e conversazioni sulla natura ed origine dei propri “esperimenti”.

L’esperienza della foto è articolata e complessa. E’ noto che Gustavo Rol era personaggio ricercatissimo e quasi inavvicinabile. Attori, uomini politici, registi, scienziati, importanti uomini d’affari da tutto il mondo cercavano, invano, di incontrarlo per ricevere  “previsioni” o consigli su questioni riservatissime e delicate.

E da quì giungiamo all’interessantissimo episodio citato dalla Dembech.

Neglia anni ’80, il Capo Di Stato di una nota Repubblica del Centro America desiderava incontrare Gustavo Rol per avere suggerimenti sul futuro politico della propria nazione e su importantissime decisioni che dovevano essere assunte.

Il suddetto Capo di Stato, essendo impossibilitato a recarsi personalmente a Torino (per questioni di sicurezza), diede ordine al proprio fidato luogotenente di cercare, con tutti i mezzi disponibili, di incontrare Gustavo Rol.

Il luogotenente (che, per comodità chiameremo Sig. X) telefonò ripetutamente a Rol, senza ricevere udienza ma solo una serie interminabile di “Mi ricontatti. Al momento sono impegnato”.

Al che, a seguito di tali infiniti rinvii, il Capo Di Stato invia personalmente il Sig. X a Torino il quale, per diverse sere, si apposta sotto la casa di Gustavo Rol (in Via Silvio Pellico 31) nella speranza di incontrarlo.

Rol, che non intendeva affatto incontrarlo, chiede alla Dembech di aiutarlo e riferire al Sig. X che il Dott. Gustavo Rol si trova in Svizzera e rientrerà in Italia dopo qualche mese.

La Dembech incontra il Sig. X (riferendogli quella piccola ma benevola bugia) “risolvendo” la preoccupazione di Rol.

Tuttavia, dopo qualche mese, il riferito Capo Di Stato (le cui generalità sono espressamente omesse dalla Dembech) designa il Sig. X come ambasciatore in Torino, formalizzandone il trasferimento ufficiale. In realtà, si trattava di una manovra tesa a favorire la diuturna presenza del Sig. X a Torino, in modo potesse incontrare Rol.

A quel punto, data la situazione creatasi, Rol è quasi per forza di cose costretto ad organizzare quell’incontro non gradito. L’incontro in questione si svolge in un ristorante di Torino e vi partecipa anche Giuditta Dembech.

Ad un certo punto della serata, il Sig.X chiede alcune “opinioni” sul futuro politico dello Stato centroafricano  e mostra a Rol ed alla Dembech una fotografia che ritrae seduti attorno ad un tavolo il Capo di Stato, il Sig. X ed un Generale.

Rol osserva attentamente la foto e, dopo qualche secondo, assume un espressione più austera e la mostra nuovamente alla Dembech.

E quì accade un fatto incredibile, che impressiona fortemente Giuditta. La foto è cambiata ed adesso mostra il Capo Di Stato sanguinante e ferito a morte, il Sig. X che cerca di soccorrerlo e la sedia del Generale vuota.

La Dembech trattiene l’emozione e scambia un brevissimo sguardo con Rol che riconsegna la fotografia al Sig. X.

Tuttavia appena questi la riprende, rendendola nuovamente visibile, la foto è ritornata come prima, mostrando il Capo di Stato, il Generale ed il Sig. X seduti attorno al tavolo.

A quel punto, Rol riferisce al Sig. X: “Riferisca al Presidente che lo aiuterò. Anzi che l’ho già aiutato, molto più di quanto possa immaginare“.

La conversazione si chiude insieme a quella serata singolare, in cui una fotografia, sulle mani di Rol, ha ritratto, nello spazio di pochi secondi, situazioni ed immagini diverse.

Ma tutto appare ancora oscuro, non lucidamente decifrabile.

Peraltro, la Dembech precisa che in quel momento il noto (e non citato) Stato del Centroamerica viveva una situazione socio politica particolaremente serena.

Circa sei mesi dopo, i quotidiani nazionali ed internazionali riportano la notizia di un imprevisto colpo di stato nella nazione in questione. Il Generale (lo stesso ritratto in situazioni differenti nella fotografia consegnata a Rol) ha spodestato il Presidenteche è riuscito comunque a salvarsi senza alcuno spargimento di sangue.

La Dembech riceve la telefonata di Rol, il quale conferma l’aiuto dato al Presidente nella famosa cena con il Sig. X a Torino.

In sostanza, Rol quella sera aveva intravisto il futuro del Presidente, ucciso a seguito di un colpo di Stato ordito dal proprio Generale (la foto, trasmutata, mostrava il Presidente ferito a morte e la sedia del Generale vuota).

In qualche modo era riuscito ad intervenire, comunicando al Sig. X che l’aiuto offerto al Presidente era inimmaginabilmente più grande di quello richiesto.

Lo stesso “aiuto” che Rol offrì alla Dembech quando rispose “Ho aiutato il Presidente allo stesso modo in cui stò aiutando te”.

Ma questo fà parte di un’altra esperienza, che descriveremo nel nostro successivo racconto.

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