Il conte di Saint Germain

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IL MISTERIOSO CONTE DI SAINT GERMAIN

Delle sue origini sappiamo ben poco. Dove nacque? Di chi era figlio? Quale era il suo vero nome?
Ancor oggi tutto è avvolto nel mistero.
C’è di asserisce che sia figlio di Francesco II Rákóczi, principe di Transilvania e della principessa Violante Beatrice di Baviera e che sia stato educato alla corte di Gian Gastone dei Medici (cognato delle madre).
Altri asseriscono che sia figlio della regina di Spagna Marie Annie di Neuburg (rimasta vedova di Carlo II di Spagna) e del l’Amirante di Castilla. Altri credono che sia nato ad Asti.
Chi vuole la sua nascita nell’anno 1712 e chi invece colloca il suo anno di nascita nel 1968, chi nel 1700.
Di certo di lui sappiamo solo la data di morte, ovvero il 27 Febbraio del 1784 nel castello tedesco di Schleswig-Holstein…ma non tutti ne sono sicuri …….
Il conte di Saint-Germain fa la sua prima comparsa alla corte di Francia esule dall’ Inghilterra.
Il conte conosceva molte lingue, abile musicista, pittore, ma soprattutto era alchimista.
A lui furono affidati incarichi diplomatici e fu un affiliato dei Rosa Croce .
Di lui parla Giacomo Casanova nelle sue memorie, Madame Pompadour, Mozart, il conte di Cagliostro.
Secondo la leggenda, il Conte di Saint-Germain avrebbe scoperto il segreto della pietra filosofale, e per questo non invecchierebbe mai. Insomma, sarebbe tutt’ora in vita.
Il barone, Charles Henri di Gleichen, lo descrive come “un uomo di taglia media, assai robusto, vestito con semplicità magnifica e ricercata”, che “aveva fronte spaziosa, occhi penetranti, statura media e forme aggraziate. 

Disponeva di ingenti somme di denaro e la sua probabile origine bastarda faceva si che alle corti di tutta Europa fosse ricevuto senza fare anticamera.

Si hanno tracce di lui in tutta Europa, ma queste si fanno man mano più labili, perché Saint-Germain (questo non era certo il suo nome) usava numerosi pseudomini: Conte di Welldone, Marchese d’Aymar, Conte di San Germano, Monsieur de Surmont , Monsieur de Belmar o de Surmont.
Una lettera datata 9 aprile 1745 accenna ad una possibile origine italiana del “Conte di Saint Germain“. Secondo una testimonianza inglese, era nato vicino ad Asti all’inizio del 1700 e parlava sia l’italiano, sia il francese con un leggero accento piemontese.Una sorta di Cagliostro.
Anzi ci sono credenze, non molto accreditare, che vorrebbero Cagliostro fosse stato un allievo del conte di Saint-Germain.
La sua leggenda inizia a Parigi alla corte di Luigi XV, qui incontra la contessa di Vergy.
La contessa lo saluta affettuosamente chiedendogli notizie del padre che aveva conosciuto una cinquantina di anni prima a Venezia. La risposta che ottenne da Saint-Germain lasciò tutti sconvolti: l’uomo conosciuto a Venezia era proprio lui e per rendere inequivocabile l’affermazione le descrisse dei particolari che solo qualcuno presente allora poteva conoscere!

Un’altra testimonianza è quella di Giacomo Casanova. I due si incontrano nel 1758, nel salotto della marchesa D’Urfè a Parigi.

Casanova dichiarerà di essere rimasto affascinato dal conte di Saint-Germain, soprattutto per le sue conoscenze sull’occulto.
Il conte è conosciuto in tutta Parigi, tanto che diventa un protetto di Madame Pompadour.
Saint-Germain viene introdotto alla corte di Francia e presentato al re Luigi XV, il quale piuttosto scettico volle metterlo alla prova.
Luigi XV, da bambino era rimasto colpito da una storia che gli era stata raccontata:
Un dilettante alchimista, Maitre Dumas, era scomparso dalla sua abitazione, dopo che un uomo nero su un cavallo ferito gli aveva fatto visita.
Saint-Germain non solo citò il nome dell’alchimista dilettante, ma dette anche l’esatto indirizzo dell’abitazione dell’uomo.
Il conte, rivelò anche che il corpo di Dumas non era mai stato rinvenuto in quanto l’alchimista si era avvelenato, nel suo laboratorio segreto, e rivelò anche l’esatta ubicazione della botola.
Luigi XV cerco di saperne di più ma Saint-Germain gli rispose: “fatevi rosa + croce e vi rivelerò ogni cosa”.
Il re di Francia non era un’appartenete dei Rosa Croce e solo ai suoi seguaci era consentito saperne di più.
Il nome rosacrociano del conte era: Eques a Leone Resurgente.
Il giorno successivo, per ordine del re, fu riaperta l’inchiesta su Maitre Dumas ed il suo cadavere fu trovato proprio dove aveva detto Saint-Germain.
E proprio dai Rosa Croce il conte deve aver appreso tutte le sue conoscenze.
Nel 1760 cerca di far ottenere alla Francia un prestito dall’Austria, ma viene accusato di tradimento da parte del duca Choiseul . Il conte ripara in Inghilterra e da qui in Olanda, dove aprirà un laboratorio alchemico e cambierà nome: conte Saint-Surmont.
I suoi guadagni non sempre leciti gli permettono di trasferirsi nuovamente e lo ritroviamo prima in Belgio.
Qui rimarrà poco e si trasferirà in Prussia. Si unirà al generale Orlov (si dice avesse aiutato Caterina II a saire al trono).
In seguito viene nominato Generale e qui cambia nuovamente nome: Welldone.
Tornerà in Germania nel 1770, e qui si stabilirà definitivamente.
Siamo nel 1784. Saint-Germain muore Eckernforde, nel castello del Principe Carlo di Assia-Cassel.
Quando il principe rientra dopo una lunga assenza dal castello, fa riaprire la tomba del suo ospite e con grande sorpresa il cadavere di Saint-Germain non c’è.
L’anno dopo il conte di Saint-Germain viene visto vivo e notevolmente ringiovanito ad una riunione massonica a Wilhelmsbad.
Anche a Parigi c’è chi giura di aver rivisto il conte, in compagnia di Cagliostro (voci o leggende vogliono Cagliostro come allievo del conte, anche se poi i due erano di vedute politiche diverse, totalmente diverse).
A Parigi c’è la rivoluzione e dai diari della regina Maria Antonietta si legge il rammarico della regina nel non aver voluto dare ascolto al conte su tali avvenimenti. In quel periodo essere amico di un nobile era altamente pericoloso e il redivivo conte sbarca alla corte di Gustavo III di Svezia. La sua amica, signorina d’Adhemar, nel 1882, annota con stupore di averlo incontrato e di averlo visto giovane come sempre.
La sua fama non ha pari, tanto che Napoleone III fa aprire un’indagine. Purtroppo in un incendio all’ Hotel de Ville di Parigi vengono persi tutti i documenti che lo riguardavano e non si approda a niente.
Di lui si perdono le tracce, se non fosse che negli elenchi di alcune sette esoteriche compare il suo nome.
E giungiamo nel nostro secolo. C’è chi afferma che Fulcanelli altro non fosse che il conte di Saint-Germain.
A Roma, c’è chi giura che ogni Natale si può incontrare Saint-Germein al Pincio, seduto su una panchina in attesa che i suoi adepti lo raggiungano.
Vi è un sonetto intitolato La Creazione, pubblicato da Mercièr, in una raccolta di poesie. Si dice che il sonetto stesso sia stato scritto dal conte:
“Curioso scrutatore della natura intera,
ho conosciuto dell’universo il principio e la fine,
ho visto l’oro in potenza in fondo alla sua miniera,
ho carpito la sua natura e sorpreso il suo fermento.
Spiegai per quale processo l’anima nel grembo di una madre,
fa la sua casa, la trascina, e come un seme di vite
messo vicino a un chicco di grano, sotto l’umida polvere;
l’uno pianta e l’altro ceppo, sono il pane e il vino.
Niente c’era, Dio volle, niente diviene qualche cosa,
ne dubitavo, cercai su cosa l’universo posasse,
nulla conservò l’equilibrio e servì da sostegno.
Infine, con il peso dell’elogio e del biasimo,
Io pesai l’Eterno, Egli chiamò la mia anima
Io morii, L’adorai, non seppi più nulla.”

Fonte: vascello-stelleperdute.forumfree.it – da Matilde di Canossa

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