Jim Jones, il Tempio del Popolo e la strage di Jonestown

Jim Jones, il Tempio del Popolo e la strage di Jonestown

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Nel 1978, quasi 1.000 americani morirono in un luogo chiamato Jonestown in Guyana. Alcune furono vittime di fanatismo religioso mentre altre di omicidio. Questa forma di fanatismo venne introdotta da un leader carismatico di nome Jim Jones. Guidò l’assemblea che si concluse con suicidi di massa. E ‘stata la più grande perdita di vite umane americana in conseguenza di un atto deliberato fino agli eventi del 9/11. Chi erano queste persone e che cosa le portò a suicidarsi?

Chi era Jim Jones?

James Warren Jones, noto come Jim Jones, era nato il 13 maggio del 1931. Ebbe un’infanzia relativamente normale e visse in una famiglia che lo educò all’ateismo ad a negare l’esistenza di dio. I suoi coetanei dell’Indiana affermarono che aveva una particolare predisposizione per la predicazione. Jim era anche un forte sostenitore dei diritti umani e disprezzava la segregazione razziale. Infatti, più della metà dei residenti della sua comune di Jonestown erano neri.
Jones sposò Marceline Baldwin nel 1949. La coppia, inizialmente, frequentò la Chiesa metodista, ma in seguito divenne evidente che Jones era un ateo che usava la predicazione come metodo di controllo mentale. La coppia ebbe un figlio. In seguito, adottarono un bambino bianco, un bambino nero, un bambino Native American e tre bambini coreani. Jones inoltre avrebbe avuto due o più figli con altri membri del Tempio del Popolo.

Cosa era Tempio del Popolo?

Jim Jones era fortemente influenzato dalle dottrine comuniste, socialistiche e dalle tematiche della segregazione razziale. Disprezzava la divisione e separazione delle chiese ed aderì al Movimento per la Pace Universale gestito da George Baker o “Padre divino”. Si pose alla guida della Chiesa metodista e nel 1956 fondò il Tempio del Popolo. Quattro anni più tardi, si unì ad un’altra “chiesa” denominata Discepoli di Cristo. Jones non era nemmeno ordinato fino al 1964, ma poco importava.
Segregazionisti e razzisti erano odiati da Jim Jones e dal Tempio del Popolo. In questo contesto, Jim ricevette numerose minacce di morte che alimentarono la sua paranoia. Era dotato di incredibili doti oratorie ed aveva una dialettica molto convincente. In ogni caso, attirò l’attenzione di politici ed intellettuali che favorirono lo sviluppo della sua dottrina e del Tempio del Popolo. Vennero raccolti fondi cospicui che consentirono al movimento di autosostenersi per circa due anni, prima che Jim Jones si recasse in Sud America. Tuttavia, fu costretto a rientrare dal Brasile perchè senza di lui il Tempio del Popolo  rischiava il collasso. Al suo ritorno, la comunità si trasferì in California e lì divenne più grande e più forte di prima.
I membri del Tempio del Popolo erano sottoposti a tecniche di controllo mentale. I dissidenti venivano estromessi dalla comunità. Vi erano anche forme di presunto abuso sessuale, fisico e mentale. Jones eseguiva guarigioni spirituali in cambio di denaro e, ad un certo punto, temette di potere avere guai con la giustizia. In breve, l’intera struttura era costruita sulla mistificazione e la menzogna, anche se formalmente promulgava i valori della fratellanza ed amore per il prossimo.

Jonestown, Guyana

Jones era un fervido socialista ed idolatrava figure come Mao Zedong. Pertanto, dato il suo spirito intraprendente, era inevitabile che avrebbe istituito una comune. Sulla base di questa previsione, ancorchè paranoica, nel 1974 Jones aveva acquistato il terreno su cui edificare Jonestown. Ci vollero 4 anni per decidere si spostarsi a Jonestown, unitamente ai membri del Tempio Del Popolo.
Nel 1978, alcune testate giornalistiche stavano per rivelare importanti accuse sollevate da ex membri contro Jones ed il Tempio del Popolo. Alcuni amici avvertirono Jones del clamore mediatico che sarebbe stato scatenato di lì a pochi giorni. Jones decise di accelerare i tempi. La comunità si trasferì definitivamente a Jonestown, in Guyana.
Jonestown non durò a lungo. Il 18 novembre, il deputato Leo Ryan (che si era recato a Jonestown per svolgere un’indagine conoscitiva) raccolse elementi utili e positivi che descrivevano la comune come un luogo felice e fondato sui principi di libertà ed uguaglianza. Tuttavia, prima di abbandonare la comune, Ryan ricevette segretamente alcuni messaggi in cui, componenti del Tempio, chiedevano aiuto affermando di trovarsi in condizione di schiavitù e di essere impossibilitati a parlarne pubblicamente, temendo per la propria vita. La notizia giunse alle orecchie di Jones, che decise di intervenire per impedire a Ryan di riferire alla stampa americana. Alcuni membri del Tempio uccisero il deputato americano sulla pista di atterraggio, insieme a diversi disertori e giornalisti. Il resto degli eventi di quel giorno è registrato in un raccapricciante “nastro di morte” che racconta gli ultimi momenti di Jonestown. Morirono ben 918 persone. Alcune uccise a seguito di ferite da arma da fuoco (compreso Jones) o avvelenamento da cianuro, tra cui 276 bambini.
Quella che segue è una registrazione audio del suicidio/omicidio di massa a Jonestown. Sappiate che questi sono gli ultimi momenti di quasi 1.000 vite  narrate da Jim Jones stesso.

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