Leonor Piper: la medium che convinse anche gli scettici

Leonor Piper: la medium che convinse anche gli scettici

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Leonor Piper e’ una delle piu’ note medium americane. La sua peculiarita’, che la distingue da altri famosi medium della storia, e’ che le sue sedute e manifestazioni spiritiche furono sottoposte a penetranti ed analitici controlli, confermando l’autenticita’ dei fenomeni.

Leonor Piper nacque a Symonds nel 1857. All’eta’ di 22 anni sposo’ William Piper, di Boston, con cui si trasferi’ a Beacon Hill.

Le sue capacita’ paranormali cominciarono a manifestarsi dopo un incidente occorso alla piccola figlia Alta e la seguirono fino alla morte, nel 1950.

Le sue facolta’ prendevano sopratutto  le forme della possessione, della scrittura automatica, del contatto medianico con lo spirito di trapassati e della chiaroveggenza.

Data l’estrema precisione delle sue predizioni e la concretezza delle manifestazioni spiritiche prodotte, la Societa’ Americana sulle Ricerche Psichiche decise di sottoporla ad analisi clinica, sperimentale e strumentale.

Gli esperimenti eseguiti con Leonor Piper durarono anni e a noi sono giunti rapporti dettagliatissimi delle sue manifestazioni.

Una volta caduta nello stato di trance, Leonor veniva “presa” da una entità che rispondeva al nome di Dott. Phinuit, che portava messaggi provenienti da persone trapassate, da un mondo che si trovava al di là del conosciuto.

Nel corso degli anni in cui fu sottoposta a studio, la medium fornì migliaia di manifestazioni.

Ad una celebre seduta spirita, svoltasi nel 1893, partecipano tale reverendo Sutton (animato da un profondo scetticismo) accompagnato da sua moglie. Spinti dalla curiosità parteciparono con la speranza di mettersi in contatto con la figliola deceduta da poco.
Lo sperimentatore Richard Hodgson, come si era soliti fare in tutte le manifestazioni extrasensoriali, fece registrare meticolosamente tutto ciò che accadeva.

La voce dell’al di là, che si manifestò, era proprio quella della figlia del reverendo Sutton. Furono tante le cose dette che la collegavano a lei che non si poté non affermare la veridicità del tutto. Tutti i particolari riferiti dall’entita’ collimavano alla perfezione e si trattava di fatti che solo i coniugi Sutton potevano conoscere.

Tra le informazioni fornite: la bambina, in vita, aveva l’abitudine di mordere i bottoni degli abiti che aveva addosso. Parlò del fratello chiamandolo col soprannome e della sua bambola Dinah, accennò alla sua gola malata, descrisse il suo giocattolo preferito, il cavallo a dondolo con cui era solita giocare.
Gli fu chiesto che cosa avesse fatto prima di morire.
Per tutta risposta si mise a cantare, tramite la medium signora Leonor Piper due canzoni: le stesse che aveva cantato sul letto di morte.
Si licenziò dalla seduta pregando i genitori di non piangere, che “lei stava bene”.

Leonor Piper aveva un’altra facoltà che non si riscontrò in nessun altro sensitivo nella storia della parapsicologia: riusciva a essere posseduta da due entità in contemporanea.

Riferisce Hodgson (atti conservati negli archivi della  S.P.R. ) che in una seduta, mentre rispondeva alla domanda di uno dei presenti descrivendo cose pertinenti una parente deceduta, nello stesso tempo scriveva allo scienziato una lettera che trattava di tutt’altro argomento.

Gli stessi sperimentatori, all’insaputa della medium, mettevano in atto mezzi per poter scoprire eventuali frodi. Hodgson, che aveva gia’ smascherato e screditato altri medium, fu inviato appositamente dalla Società inglese in America per indagare “sulle verità” di Leonore Piper, con lo specifico compito di svelarne i trucchi e metterla in ridicolo (come gia’ verificatosi con la famosa medium Eusapia Palladino).

Hodgson fece pedinare e seguire la donna da investigatori privati, per controllare tutti i suoi spostamenti e verificare chi incontrasse precedentemente alle sedute spiritiche. La sua vita privata fu’ investigata da cima a fondo, anche su particolari insignificanti.

Nonostante queste accuratezze, non emerse nulla di equivoco o contraddittorio. I fenomeni della Piper sembravano spontanei.
Hodgosn, alla fine, dovette ammettere che le comunicazioni pervenute dal Dott. Phinuit (egli aveva tentato in ogni modo di dimostrare che quel signore non era mai esistito) erano reali e rispondenti al vero.
Era accertato definitivamente che un’entità di un altro mondo guidava la signora Leonor Piper.

Ma non mancavano gli scettici, ad esempio coloro che pur non credendo alla esistenza della telepatia, affermavano guardandosi l’un l’altro che “doveva trattarsi di telepatia”. Ma ciò nonostante le prove dell’esistenza dell’aldilà fornite dalla medium si palesavano prive di imbrogli e assolutamente  indistruttibili.

A conferma di quanto appena asserito bisogna ricordare un fatto avvenuto in una di dette sedute; invece del dott. Phinuit, si manifestò tramite la medium un amico dello sperimentatore Hodgson, tale George Pellew, deceduto, che si presentò e rispose alle mille domande – personali e non – che gli rivolse lo stesso Hodgson.
Lo spirito fu presente per molti anni, dando segnali convincenti della sua esistenza in altro luogo (un’altra dimensione), ricordando cose sulla sua relazione con l’amico, che lo stesso gli chiedeva.

Non solo, ma nel corso di innumerevoli sedute riuscì a riconoscere alcuni fra i presenti, invitati appositamente dall’Hodgson e fare i nomi e richiamare ricordi di una trentina di persone che lo avevano frequentato e conosciuto prima che morisse.

Solo di una donna, non seppe dire nulla, ma si accerto’ che l’aveva conosciuta quando ancora era una bambina.

Hodgson lasciò scritto in uno dei suoi rapporti alla Società per le ricerche Psichiche quanto segue: “… al momento posso professare di non avere alcun dubbio sul fatto che i “comunicatori” a cui ho fatto riferimento nelle pagine precedenti siano in verità le personalità che sostengono di essere, che siano sopravvissute al cambiamento che chiamiamo morte, e che abbiano comunicato direttamente con noi che ci chiamiamo viventi, attraverso l’organismo in trance della Signora Piper (Società per la Ricerca sul Paranormale, Atti, Vol. 13, 1898, H 10).

Hodgson mori’ all’eta’ di 50 anni. Fatto singolare, dopo la sua morte, lo spirito di Hodgson si manifesto’ alla Piper, prendendo il posto di George Pellew, e rese moltissime prove ed informazioni sull’aldilà.

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