IL CASO SALVATORE GALLO

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- in Persone Scomparse
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Il caso Salvatore Gallo è passato alla storia come una delle più clamorose vicende giudiziarie del secolo. Un uomo è condannato all’ergastolo per l’omicidio del fratello che, tuttavia, sette atti dopo, si presenterà vivo e vegeto.

Questa la vicenda. Paolo Gallo è un contadino siciliano che vive nei pressi di Siracusa. La mattina del 6 Ottobre del 1954, la moglie ne denuncia la scomparsa. Ai carabinieri di Avola racconterà che la mattina precente il marito, come di consueto, era uscito a lavorare nei campi ma non aveva più fatto ritorno.

I militari avviano indagini frettolose e precipitose. Durante una perquisizione nei luoghi di lavoro dello scomparso, vengono individutae tracce ematiche appartenenti a Paolo Gallo. Ulteriori tracce di sangue dello scomparso vennero rinvenute nell’abitazione del fratello Salvatore. In paese era notorio che i due fratelli litigavano spesso e che la loro relazione era turbolenta. Gli investigatori giungono alla conclusione che Paolo sia stato ucciso dal fratello Salvatore con l’ausilio del figlio Sebatsiano.

Resta un mistero. Il corpo di Paolo Gallo non si trova nè, tantomeno, l’arma del delitto. Si suppone che il cadavere sia stato sepolto nella campagna di loro proprietà.

Salvatore e Sebastiano Gallo vengono arresati, pur proclamando con forza la loro innocenza, ma la giustizia segue il suo ferreo corso.

Durante il processo di primo grado, due contadini giurano di aver visto Paolo Gallo vivo nei giorni successivi al presunto delitto. Il Tribunale non crede alle loro parole e saranno condannati per falsa testimonianza.

All’esito del dibattimento, Salvatore Gallo viene riconosciuto colpevole e condannato all’ergastolo, mentre il il figlio Sebastiano è condannato a 14 anni di reclusione per occultamento di cadavere.

Nel processo di Appello, la Corte giudicante confermerà l’ergastolo per Salvatopre, riducendo ad un anno e quattro mesi la pena per il figlio Sebastiano.

Tutto sembra definitivamente chiuso ed il caso giudiziario risolto. Fino a quando Enzo Asciolla, intelligente cronista del quotidiano La Sicilia, svolge una penetrante ed attenta attività giornalistica dalla quale emerge che Paolo Gallo non è mai morto, ma aveva semplicemente deciso di sparire volontariamente continuando a vivere nei pressi di Avola. La sua presenza era stata notata da numerosi testimoni i quali, per timore di subire la stessa sorte dei precenti (condannati per falsa testimonianza) avevano preferito non rivelare nulla all’autorità giudiziaria.

Successivamente, Paolo Gallo dichiarò di non essere a conoscenza della vicenda giudiziaria patita dal fratello Salvatore e che aveva deciso di scomparire perchè impaurito dall’esito di una udienza civile che doveva essere celebrata il giorno dopo della sua scomparsa.

Salvatore Gallo, dopo sette anni di carcere ed ulteriori e complesse vicende burocratiche, sarà rimesso in libertà. Di cui, tuttavia, non potrà pienamente godere. Durante la detenzione si era gravemente ammalato di artrosi ed era finito su una sedie a rotelle.

Ironia o accanimento della sorte. Salvatore proporrà richiesta di risarcimento del danno per ingiusta detenzione. Richiesta che non sarà accolta perchè la Corte lo ritenne comunque responsabile del reato di lesioni dolose nei riguardi del fratello.

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