IL DELITTO DI DENIS BERGAMINI

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MORTE DI DENIS BERGAMINI. IL CASO SI RIAPRE

Il 18 Novembre del 1989, al chilometro 401 della strada Statale 106, venne trovato il corpo di Donato Bergamini (detto Denis), promettente giocatore della squadra calcistica del Cosenza.

Denis Bergamini era nato ad Argenta, in provincia di Ferrara, e dopo un’adolescenza trascorsa nei campi di calcio di periferia, nel 1985 approda a Cosenza calcio. Il giocatore è promettente, tanto da attirare l’interesse di società blasonate come Parma e Fiorentina. Nella vita privata, Denis usciva da una tormentata relazione sentimentale con Isabella Internò. Dopo la rottura del rapporto, si era legato a Roberta, una ragazza di Ferrara che intendeva sposare. 

La lunga relazione con Isabella Internò aveva subito una irrimediabile frattura poco tempo prima. La ragazza era rimasta incinta e, dopo accorate discussione, aveva deciso di abortire in Inghilterra.

Ma torniamo al 18 Novembre del 1989, Denis Bergamini si trovava in ritiro a Rende per preparare la partita della domenica contro il Messina. La squadra,  come d’abitudine, si riunisce al cinema Garden di Rende per vedere un film.  Secondo le testimonianze degli amici, quel giorno, Denis ricevette una telefonata che lo agitò e preoccupò molto. Nessuno, tuttavia, sa con chi abbia parlato nè il contenuto della conversazione. Denis si reca al cinema Garden con i compagni ma, dopo alcuni minuti, abbandona la sala riferendo che sarebbe ritornato prima della fine del film.

Quel che accade da questo momento in poi è affidato alle dichiarazioni di Isabella Internò. La donna riferisce che Denis passò a prenderla a casa attorno alle 16,30 a bordo della sua Maserati bianca. Durante il tragitto, avrebbe manifestato l’intenzione di cambiare vita, abbandonare il mondo del calcio e di volersi imbarcare a Taranto per le Hawai o le Azzorre. A quel punto, dopo avere pronunciato le parole “Tu non c’entri nulla”, si sarebbe fermato, sarebbe sceso dalla macchina e si sarebbe tuffato sotto un camion, guidato da tale Raffaele Pisano.

Il caso fu archiviato come suicidio, con estrema quanto incredibile celerità. Tuttavia, vi erano moltissime anomalie ed incongruenze. Prima di tutto , alle 17:30, la Maserati su cui viaggiava la coppia aveva ricevuto un controllo su strada (il brigadiere Barbuscio aveva identificato conducente e passeggero): quel rapporto sparisce inspiegabilmente. Punto due. secondo la testimonianza di Isabella Internò e Raffaele Pisano, Denis si tuffò letteralmente sotto il camion e venne trascinato a terra per oltre 60 metri. Tuttavia, il mezzo non riporta alcun segno d’impatto, sull’asfalto risultano tracce di frenata per soli 18 metri e la velocità del camion non sembra quella dichiarata da Pisano (40 Km orari) ma significativamente più bassa (tra 25 ed i 30). Punto tre. Il corpo di Denis viene ritrovato intatto, il suo viso è perfetto e non riporta alcun segno, circostanza incompatibile con l’essere stato trascinato su strada per quasi sessanta metri, come invece dichiarato dai due testimoni. Punto quattro. Le calze, le scarpe e l’orologio di Denis non presentano neppure un graffio. Punto cinque. L’esame autoptico rivela che il corpo di Bergamini non era stato trascinato bensì schiacciato, come se le ruote del camion avessero fatto avanti ed indietro.

L’indagine venne repentinamente archiviata ma, adesso, a distanza di quasi 20 anni, i magistrati hanno riaperto la vicenda, grazie all’infaticabile insistenza dei familiari di Bergamini che, come i suoi amici del tempo, non hanno mai creduto all’ipotesi del suicidio, sconfessato da troppi ed inequivocabili particolari.

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