Massimo Giuseppe Bossetti è l’assassino di Yara Gambirasio?

Massimo Giuseppe Bossetti è l’assassino di Yara Gambirasio?

- in Delitti irrisolti
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Massimo Giuseppe Bossetti, il presunto assassino di Yara Gambirasio, arrestato il 15 Giugno del 2014, continua a professare la sua innocenza dinanzi all’opinione pubblica ed agli inquirenti.

Come è noto, si è giunti a Bossetti attraverso l’esame di una traccia biologica (quasi certamente sangue) trovata negli slip e nei leggins di Yara Gambirasio. Fin dalle prime battute, si è cercato di dare un’identità ed un volto all’individuo che aveva lasciato quella traccia. Gli esami genetici avevano appurato che si trattava di una persona di sesso maschile  (denominato Ignoto 1) e gli inquirenti iniziarono a sottoporre ad esame genetico gli abitanti di Brembate e Mapello, nella speranza di poter risolvere il mistero. Nel 2011 la svolta. Esaminando il campione ematico prelevato ad un ragazzo di Brembate, si scoprì che era compatibile con quello di Ignoto 1. Il ragazzo era un parente in linea retta dell’assassino di Yara. Gli investigatori risalgono alla madre del ragazzo (tale Guerinoni), ma l’esame genetico prova che la stessa non è in rapporto di parentela con Ignoto 1. Si pensa subito ad un figlio illegittimo e ad una relazione clandestina. Il marito della signora, ovvero Giuseppe Guerinoni, era già deceduto nel 1999 con conseguente impossibilità di espletare un prelievo biologico diretto. Gli inquirenti ricorrono ad un geniale escamotage e riescono a prelevare una traccia biologica attiva da una marca da bollo presente in una vecchia patente del Guerinoni. Scoprono che Giuseppe Guerinoni è il padre biologico di Ignoto 1, il quale pertanto sarebbe nato da una relazione clandestina ed extraconiugale.

Si mette in moto un meccanismo cronometrico e perfetto, che condurrà ad identificare in Ester Arzuffi il soggetto femminile di quella relazione adulterina ovvero la madre di Ignoto 1. Ester Arzuffi è moglie di Giovanni Bossetti ed è madre di tre figli (Fabio ed i gemelli Laura e Massimo Giuseppe). Gli investigatori acquisiscono un campione biologico di Massimo Giuseppe Bossetti, attraverso l’etilometro e con la scusa di un controllo su strada. Il Dna coincide: Massimo Giuseppe Bossetti è Ignoto 1, il presunto assassino di Yara Gambirasio, figlio naturale di Giuseppe Guerinoni ed Ester Arzuffi.

Per decenni, Giovanni Bossetti (marito di Ester) ha ritenuto che Laura e Massimo Giuseppe fossero i suoi figli. Adesso, a causa o grazie ad uno “sgarbo” scientifico scopre che non lo sono. Scopre che la moglie, 44 anni prima, ha avuto una relazione extraconiugale con Giuseppe Guerinoni e che quelli sono i suoi figli.

Ester Arzuffi nega, ma l’evidenza scientifica non ammette deroghe.

Tre famiglie distrutte. Da una parte la famiglia Gambirasio, che non potrà mai colmare la perdita della piccola Yara. Dall’altra parte la famiglia Bossetti. I figli di Massimo Giuseppe, ancora in tenera età, scoprono, al contempo, che il loro padre è il potenziale assassino di una bimba, loro coetanea, e di non essere i nipoti di coloro che, fino a qualche giorno fà, avevano ritenuto essere i loro nonni. Il dramma di Giovanni Bossetti padre e marito, che apprende che la sua insospettabile moglie (Ester Arzuffi) quarantanni fà lo tradì con Giuseppe Guerinoni, nascondendo il fatto ed anche le sue conseguenze. Il dramma di Laura Bossetti (sorella e gemella di Massimo) che scopre di non essere figlia di Giovanni Bossetti ma di Giuseppe Guerinoni. Il dramma, più lieve, della stessa famiglia Guerinoni, con una genealogia e rapporti familiari tutti da riscrivere.

Il 15 Giugno 2014 Massimo Giuseppe Bossetti viene sottoposto a fermo e tratto in arresto con l’accusa di essere l’assassino di Yara Gambirasio. L’uomo, fin dal suo arresto, continua a professarsi innocente e nega di avere finanche conosciuto Yara.

Quale è il quadro della situazione e quali sono gli elementi e le prove a carico di Bossetti?

GLI INDIZI A CARICO DI BOSSETTI

1) La prova regina, a carico di Bossetti, è costituita dalla traccia di Dna trovata sugli slip e sui leggins di Yara.

Non vi è dubbio alcuno sulla corrispondenza del Dna alla persona di Bossetti. Il reperto è stato esaminato (in autonomia) da diversi genetisti e con il medesimo risultato: la traccia è risultata corrispondente su 21 punti. E (si badi) che normalmente una traccia genetica è considerata sicura con soli 9 punti di corrispondenza. Inoltre, si tratta di un indizio contestualizzato. L’ubicazione della traccia (i leggins e gli slip) è indicativa di un contatto diretto con le parti intime della ragazza, con conseguente esclusione di eventi accidentali ed involontari.

2) Bossetti, nel periodo del delitto, frequentava assiduamente la zona di Brembate e di Mapello.

Massimo Giuseppe Bossetti, nei mesi antecedenti l’omicidio di Yara, era un’abituale frequentatore della zona dove viveva la ragazza. Testimonianze certe affermano che, almeno due volte la settimana, si recava per fare la lampada in un Centro Benessere ubicato quasi di fronte l’abitazione di Yara e vicino alla palestra frequentata dalla ragazza. Ma vi è di più. L’esame dei tabulati telefonici ha accertato che la sera del 26 Novembre 2010 (giorno dell’omicidio), Giuseppe Bossetti si trovava proprio a Brembate ed era verosimilmente molto vicino a Yara. Tanto è vero che sia il telefono di Yara Gambirasio che quello di Bossetti (seppure circa un’ora prima l’ora del delitto) agganciano entrambi la cella di Mapello.

3) Bossetti possiede un furgoncino di colore chiaro compatibile con quello descritto da alcuni testimoni la sera del delitto.

Anche questo è un indizio che, unitamente ad altri, contribuisce ad appensantire la posizione di Bossetti. Infatti, la sera del delitto, alcuni testimoni hanno affermato di aver visto circolare in prossimità della palestra da cui Yara era uscita, un furgoncino di colore bianco. Gli stessi investigatori, durante il corso delle indagini, hanno da sempre ritenuto che la povera Yara Gambirasio fosse stata costretta a salire su un camioncino simile a quello del Bossetti. Al momento, gli investigatori stanno effettuando analisi sulle autovetture in possesso del Bossetti, alla ricerca di tracce riconducibili alla presenza di Yara.

4) Le dichiarazioni del fratellino di Yara.

Il fratello di Yara ha riferito agli inquirenti che la sorella, prima della scomparsa, era preoccupata e spaventata perchè seguita da un uomo, a bordo di una auto lunga e grigia, con una barbetta leggera ed un pò cicciottello. Dopo l’arresto di Bossetti, si è appreso che lo stesso possiede una autovettura volvo di colore grigio (perfettamente compatibile a quella descritta dal fratello di Yara). Inoltre, è soliti portare una barba leggera ed un pizzetto, adesso ossigenato. Sarebbe anche opportuno verificare se, all’epoca dei fatti, Bossetti fosse pure in sovrappeso.

5) Le tracce di calce trovate nei polmoni e negli indumenti della vittima.

Sugli indumenti e nei polmoni di Yara sono state rinvenute micro-tracce di calce e sostanze tipicamente in uso nei cantieri edili. L’ipotesi di fondo è che quelle sostanze siano finite sul corpo della ragazza o attraverso un contatto diretto tra le mani dell’assassino e la bocca delle vittima oppure perchè la ragazza è stata portata in ambiente ricco di quel materiale (potrebbe trattarsi di un cantiere ma anche di un veicolo che trasportava materiale edile). In entrambi i casi, queste tracce evocano la figura di Bossetti, il quale esercita proprio l’attività di manovale edile ed in quel periodo era quotidianamente impiegato nel cantiere di Mapello a svolgere lavori di muratura.

6) Il telefono cellulare di Bossetti è rimasto spento dalle ore 18:45 del 26 Novembre 2010 (sera del delitto) ed è stato riacceso la mattinata successiva.

Gli inquirenti hanno verificato che il cellulare di Bossetti è rimasto ininterrottamente spento dalle ore diciannove circa (orario in cui si colloca la scomparsa di Yara Gambirasio) fino alle ore 7:00 dell’indomani. In sede di interrogatorio, Bossetti ha risposto che in quel periodo il suo cellulare aveva problemi di batteria e che, probabilmente, quella sera si era spento e lui lo aveva messo in ricarica fino alla mattina successiva. Tuttavia, secondo alcune indiscrezioni, recentissime indagini tecniche avrebbero appurato che in quel periodo il cellulare di Bossetti era rimasto sempre attivo e che il 26 Novembre 2010 sarebbe l’unico giorno in cui si è spento dalla sera alla mattina successiva.

 

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