Sandy Island: il mistero dell’Isola che non c’è

Sandy Island: il mistero dell’Isola che non c’è

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Sandy Island: il mistero dell’Isola che non c’è

sandy islandNell’estate del 2012, un gruppo di studiosi dell’Università di Sidney avvia una serie di verifiche in prossimità della Nuova Caledonia, per monitorare le isole circostanti e sondare la profondità dei fondali.

La documentazione cartografica in loro possesso e le immagini di Google Earth segnalano la presenza di un’isola denominata Sandy Island, di piccole dimensioni e con caratteristiche anomale. Risulta, ad esempio, che l’isola abbia un fondale a strapiombo di oltre 1 Km.

Il team, incuriosito, decide di organizzare una spedizione per verificare personalmente la situazione e toccare con mano Sandy Island.

I ricercatori si imbarcano su una sorta di nave laboratorio (la Southern Surveyor) e, seguendo le indicazioni di Google Earth, cercano di raggiungere le coorrdinate  19°13’28” S e 159°56’190. E’ il punto esatto in cui si trova Sandy Island.

A questo punto, si verifica qualcosa di incredibile ed inspiegabile. Il team, giunto sul posto, trova una immensa distesa di mare, in cui l’orizzonte si confonde col cielo. Ma, l’isola, Sandy Island, non c’è.

Gli studiosi si guardano sbigottiti. Pensano ad un errore. Ricontrollano le indicazioni cartografiche e le coordinate di Google. Verificano se la strumentazione di bordo è funzionante. Ma invano. La presenza di Sandy Island non viene rilevata. L’isola sembra essersi dileguata nel nulla.

Tutto è corretto e le coordinate sono esatte. Si trovano proprio sul punto indicato. Di Sandy Island nessuna traccia!.

Tra l’altro, su quello sperduto tratto oceanico, il fondale è incredibilmente profondo, quasi 1500 metri.

Il team procede ad una ulteriore verifica. Controlla se l’isola non si sia magari inabissata e sprofondata sugli insondabili fondali. Nulla di nulla.

Il fondale è a strapiombo e non c’è traccia di rocce o materiali sedimentosi. Solo un profondo, inesorabile abisso.

Rientrati alla “base”, alle insistenti domande dei giornalisti, gli studiosi (non senza imbarazzo) rispondono che deve trattarsi di un errore cartografico. Che Sandy Island non c’è e non è mai esistita.

Dopo successive analisi, si comunica che l’isola era stata erroneamente segnalata da una baleniera nel 1876, di poco ad est della barriera corallina di Bampton.

In alternativa, si declina un grossolano errore di identificazione, dovuto alla presenza di un (non meglio precisato) vulcano sottomarino che, nel secolo scorso, avrebbe indotto a ritenere l’esistenza di un atollo classificato nella cartografia.

Tutto chiaro e plausibile. O forse no. 

Se la cartografia è posticcia, come è possibile che Google Earth (che non funziona su rilievi cartografici ma su immagini riprese in tempo reale) abbia sbagliato, segnalato la presenza dell’isola e fornito le sue coordinate?

Insomma, un autentico mistero, inquietante ed inebriante.

Il mistero di Sandy Island, l’Isola che non c’è.

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