Un grave malfunzionamento del telescopio Kepler segna la fine della ricerca di pianeti simili alla Terra.

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- in Spazio e Astronomia
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La missione della Nasa destinata ad individuare pianeti simili alla Terra sembra giunta al termine.

La causa è da attribuire alla rottura e malfunzionamento di due ruote portanti del mega telescopio Kepler.

In conseguenza, il preziosissimo strumento non è più grado di funzionare regolarmente e rilevare immagini precise.

Già nel mese di Luglio, Kepler aveva subito un guasto ad una delle quattro ruote che ne regolano e controllano l’assetto.

Adesso, la rottura della seconda ruota del telescopio rende quasi impossibile il funzionamento dello strumento ottico.

Kepler, fino ad oggi, aveva svolto egregiamente il  proprio dovere, riuscendo tra l’altro ad individuare un piccolissimo pianeta (poi denominato Kepler 10-b) che non sarebbe stato possibile conoscere.

La sonda, costata oltre 600 milioni di dollari, è stata lanciata nello spazio nel 2009. Ha individuato 132 pianeti esterni al nostro sistema solare ed altri 2700 in corso di approfondimento e potenzialmente idonei ad ospitare la vita.

Kepler ha pure individuato un sistema planetario costituito da due Soli (fatto ritenuto anomalo e rarissimo prima della scoperta) e, prima del guasto, il telescopio stava osservando 150 mila stelle nella costellazione del Cigno, in cerca di cambiamenti di luminosità causati dal transito di un pianeta davanti ad esse. Per poter compiere queste osservazioni però il telescopio necessita di stabilità e con questo assetto poco stabile è alquanto improbabile che riesca nel suo intento. In attesa di essere informati sul destino di Kepler da parte degli scienziati della Nasa, i suoi eredi saranno pronti tra qualche anno: nel 2017 dovrebbero essere lanciati il TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite) della Nasa e il CHEOPS (Characterizing Exoplanets Satellite) dell’ Asi (Agenzia Spaziale Europea), con lo scopo di cercare tracce di vita su altri pianeti simili al nostro.

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