Il misterioso velo di Veronica: opera d’arte o miracolo?

Il misterioso velo di Veronica: opera d’arte o miracolo?

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Il misterioso velo di Veronica: Manufatto o miracolo?

Secondo il racconto evangelico della Via Crucis, una donna asciugò il sudore ed il sangue dal volto di Gesù Cristo con un panno, mentre il Salvatore seguiva il tortuoso cammino portando la croce al Calvario. Questa donna è ritratta nella sesta stazione tra le quattordici della Via Crucis, intitolata ‘Veronica che asciuga il volto di Gesù‘. La leggenda narra il resto della storia come un evento miracoloso. Alcuni ritengono che il sudore di Cristo, dopo aver lasciato l’impronta del suo volto sul panno, abbia trasferito proprietà curative nel suo tessuto. Altri hanno affermato di avere beneficiato delle proprietà curative della reliquia (con rivendicazioni e testimonianze ritenute attendibili) o di essere stati in possesso di una imitazione.

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Veronica sciuga il volto di Gesu che porta la croce

PAPA BENEDDO XVI ED IL VELO DI VERONICA

Papa Benedetto XVI, nel 2006, ha anche fatto un viaggio in un remoto monastero tra le montagne del Manoppello, in Italia,dove è custodita una famosa reliquia del velo. Indagini più recenti, invece, conducono alla piccola città di Madisonville, in Tennessee, dove si troverebbe una replica, le cui tracce si sono perse per 150 anni, essendo stata rubata da una cassetta di sicurezza e poi recuperata. La storia di questo evento, oltre che del velo in sé, è tema ricorrente in numerose opere d’archivio ed accademiche, esaminate nel corso del tempo.

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Papa Benedetto XVI osserva il Velo di Veronica a Manoppello nel 2006

È interessante notare che Veronica ed il velo sono elementi ben definiti nelle stazioni della Via Crucis (una prassi della Chiesa cattolica l’ha sviluppata a simbolo dei pellegrinaggi delle origini) realizzate dai primi cristiani per rappresentare il viaggio straziante di Gesù ‘verso il Golgota. Le stazioni della Via Crucis  esemplificano gli eventi più importanti di questo viaggio, ricordato nella preghiera e meditazione dei devoti, ed anzi è possibile affermare che l’inclusione dell’evento sia da ricondurre proprio alla tradizione dei primi pellegrinaggi. Alcuni ipotizzano che rappresentazioni modernizzate siano state inserite nel corso del tempo, includendovi particolari originariamente non presenti, come lampade ad olio ardenti vicino alla tomba di Cristo ed altri cimeli considerati  souvenir del viaggio.


CHI ERA VERONICA?

L’episodio del velo di Veronica non è mezionato nella Bibbia. E’ invece presente in un testo apocrifo  (Atti di Pilato, in un vangelo denominato il ‘Vangelo di Nicodemo’). Si ritiene che gli Atti di Pilato raccontino una parte della vita di Ponzio Pilato (governatore romano della Giudea, ritenuto responsabile dela crocifissione di Cristo) scritto durante il periodo del suo governatorato. Tuttavia, è stato notato dagli studiosi che i brani sono frammentari, irregolari e redatti in stili difformi,  come se fossero stati scritti da numerose persone piuttosto che da un singolo autore. Tali irregolarità hanno spinto gli studiosi a mettere in discussione l’autenticità di questi documenti.

Qualche curiosità è da riferire sul significato del nome Veronica. Tradotto dal latino, il termine “Vera”  significa “trasparente o vero” ed “Icona“, (dal greco “Eikon“) significa “immagine“. La congiunzione delle due parole forma il nome di “Veronica” ovvero “Immagine Vera.” Eppure il nome di Veronica è attribuito sia alla donna che asciugò il volto di Cristo che a “Berenice, come se fossero la stessa persona.

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Dipinto di Santa Veronica – Mattia Preti

Nel 680 dC, tuttavia, è emerso un ulteriore collegamento. Per la prima volta, nella Guarigione dell’imperatore Tiberio, si parla Veronica sia come la donna sanguinante guarita da Gesù che come colei che le asciugò il volto. Questo collegamento, nonché le affermazioni sulla guarigione di Tiberio dalla lebbra ad opera del velo, risulta inserito in diversi frammenti dell’opera.

In Tennessee è stata recuperata una delle imitazioni del velo. Era stata rubata dall’armadio appartenente ad un uomo conosciuto come “Frosty”. Il ladro, Kelly Ghormley, è stato accusato di aver derubato l’opera che da 73 anni si trovava nella casa di Frosty, nel tentativo di rivenderla. La chiesa ha comunicato alle autorità che il tessuto era autentico e, successivamente, lo stesso Frosty ha sostenuto che l’oggetto si trovava nel suo armadio da diciassette anni e non aveva idea di come fosse finito lì. Il dipinto, considerato dalla chiesa autentico, è stato benedetto da Papa Leone XIII.

LE CARATTERISTICHE DEL VELO DI MANOPPELLO

Papa Benedetto XVI ha esaminato il velo custodito a Manoppello, un pezzo ritenuto da molti come la reliquia rubata dalla Basilica Vaticana nel 1608. L’immagine sul velo si presenta in modo identico su entrambi i lati del tessuto , caratteristica impossibile da riprodurre con gli strumenti conosciuti in quel tempo. Secondo un vaticanistatedesco di nome Paul Badde, l’immagine del tessuto non è stato dipinta, poichè il tessuto è costituito da una fibra molto rara chiamata ‘bisso’, su cui nessuno può dipingere. Badde insiste sulla utenticità della reliquia che, pertanto, sarebbe l’originale del Velo di Veronica e ritrarrebbe il vero volto di Cristo.

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Il velo di veronica custodito nel monastero di Manoppello

Il Prof. Donat Vittore, dell’Università di Bari, ha esaminato il pezzo usando i raggi ultravioletti ed ha scoperto che l’immagine presenta macchie di una sostanza di colore marrone rossiccio. Tuttavia, non si tratterebbe di vernice ma  di una sostanza non identificata – che alcuni ipotizzano possa essere derivata dalle gocce di sangue che scendevano dal volto di Cristo quando indossava la corona di spine. Altri hanno paragonato il pezzo alla rinomata Sindone di Torino, considerato da milioni di persone il sudario utilizzato per avvolgere il corpo di Cristo, ritrovando somoglianze nella forma del viso, nella lunghezza dei capelli ed altri elementi di identificazione della barba e della fronte.

Probabilmente l’aspetto più affascinante della reliquia di Manoppello è il fatto che l’immagine diventa invisibile quando è posta ad una certa angolazione dallo spettatore. Questa caratteristica è molto rara ed un tempo era considerata miracolosa. Il gesuita tedesco Heinrich Pfeiffer, docente di Storia dell’Arte cristiana, afferma: “Ci sono pochi oggetti simili nella storia. Non si tratta di un dipinto. Non sappiamo cosa sia nil materiale che dà forma l’immagine, ma è il colore del sangue.”

Anche se Papa XVI ha effettuato un viaggio a Manoppello nel 2006 per poter visualizzare di persona la reliquia, egli non ha fatto alcun commento nè espresso la propria opinione sulla sua autenticità. Invece, ha fatto riferimento alla ricerca simbolica e permanente che tutti i cristiani dovrebbero fare in relazione alla loro salvatore, Gesù Cristo. Il Papa ha affermato “Cercare il volto di Cristo deve essere il desiderio di tutti i cristiani”.

Al momento sono corso studi approfonditi, dai probabili risultati eclatanti, sul misterioso velo della Veronica.

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