L’incidente di Roswell

L’incidente di Roswell

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L’incidente di Roswell è forse il caso ufologico più conosciuto nella Storia.

La misteriosa vicenda inizia l’8 Luglio del 1947 ed ha come protagonista la cittadina di Roswell, nel New Messico.

L’8 Luglio del 1947, il quotidiano Roswell Daily record rilascia la notizia del ritrovamento dei resti di un UFO precipitato nella zona di Socorro.

All’incidente avrebbe assistito M.Brazel, proprietario di un piccolo appezzamento terriero dove sarebbe caduto il velivolo. Ma Brazel affermò di avere recuperato dei rottami e di avere immediatamente informato dell’accaduto sia lo sceriffo che la Base Militare di Roswell, in persona del Maggiore Jesse Marcel.

Sul posto, giunsero immediatamente militari e uomini dei servizi segreti americani, che recintarono la zona ed invitarono gli abitanti di Roswell a tenere il più stretto riservo sulla questione, in attesa di chiarimenti.

Tuttavia, la notizia, in poco tempo, fece il giro del mondo destando interesse e curiosità.

Il Generale Ramey, spinto dalle pressioni dell’opinione pubblica, fu costretto ad organizzare una conferenza stampa durante la quale spiegò che il misterioso “Disco Volante” era in realtà un pallone sonda, i cui resti si erano sparsi nella zona a seguito della caduta.

La stampa mondiale pubblicò la smentita di Ramey, ma ben presto si diffuse la notizia del ritrovamento, nei pressi di alcuni rottami, dei corpi di esseri alieni.

Glenn Dennisaddetto alle Pompe Funebri di Roswell, fornì alcuni importanti e riservati particolari aggiungendo che i corpi furono sottoposti ad autopsia, presso l’ospedale locale, cui avrebbe assistito una sua amica infermiera.

DENNIS mostrò alcuni disegni, fatti dall’infermiera, che ritraevano l’anomalia e le fattezze fisiche di quei corpi.

Dopo la smentita ufficiale da parte dell’Esercito, il caso Roswell cadde lentamente nel dimenticatoio, sino a quando, all’inizio degli anni ‘80, l’ufologo William MOORE e lo scrittore Charles BERLITZ ritornarono su questo caso con il loro famoso libro “The Roswell incident”, edito anche in Italia con il titolo “Accadde a Roswell”.

Ma fu solo nel 1991, con il libro “UFO-crash at Roswell” di Kevin RANDLE e Donald SCHMITT che si riaprirono le indagini sul caso,seguite a breve, nel 1992, dal libro “Crash at Corona” dell’ufologo Stanton FRIEDMAN.

Il caso di Roswell ebbe un improvviso revival e  per un pò si tornò a parlare del corpo di presunti Extraterrestri ritrovati dall’Esercito e nascosti in Basi Militari segrete.

Poi tutto tornò a tacere sino al 1995, quando il produttore ed affarista inglese Ray SANTILLI annunciò di essere entrato in possesso di svariati filmati militari segreti riguardanti il caso Roswell: un filmato sul recupero dei rottami del Disco Volante, un filmato di un corpo extraterrestre sotto una tenda e ben due autopsie di corpi extraterrestri.

Il clamoroso annuncio di SANTILLI fece il giro del mondo ed i giornali,le radio e le Televisioni di tutto il mondo fecero a gara per trasmettere le sconcertanti immagini dell’autopsia dell’alieno.

Le indagini successive si soffermarono sulla scoperta che il filmato dell’alieno era un falso, e molte perplessità vennero avanzate anche in ordine al filmato dei rottami, la cui struttura non coincide con quella descritta dal figlio del Magg. Jesse MARCEL, che da ragazzo vide i rottami recuperati dal padre.

Il filmato dell’autopsia (anzi,i filmati dell’autopsia poichè esiste anche un secondo filmato, sinora inedito, relativo al sezionamento di un secondo cadavere alieno) fu naturalmente quello che  suscitò le maggiori polemiche tra gli entusiasti sostenitori della sua autenticità e gli scettici sostenitori della truffa…
Contro l’autenticità del filmato vi è la mancanza di qualsiasi notizia certa sulla data e sul luogo delle riprese.

Il detentore dei diritti di sfruttamento della pellicola, Ray SANTILLI, non ha mai voluto rivelare la fonte del filmato,con la scusa di doverne tutelare la privacy.

Per contro nessuna Autorità Governativa ha mai rivendicato la proprietà di tali filmati che potrebbero provenire,di tutta evidenza,soltanto dagli Archivi Segreti di qualche Esercito.
Manca poi, soprattutto, una qualsiasi prova che il filmato sia collegato al caso Roswell.

Non si può infatti escludere che il collegamento con il caso Roswell sia stato volutamente “forzato” a scopo pubblicitario, senza reali ed effettivi riscontri.
Per contro, le analisi condotte su alcuni spezzoni di pellicola (non raffiguranti però i cadaveri sezionati) hanno dimostrato che effettivamente si tratta di una pellicola del 1947, molti esperti patologi si sono dichiarati convinti che si tratti di un vero cadavere e non di un semplice “manichino”, mentre vari esperti di effetti speciali cinematografici si sono invano cimentati nel tentativo di riprodurre una falsa autopsia, senza per altro raggiungere i livelli di verosomiglianza del “Santilli Footage”.

Indipendentemente comunque dall’autenticità o meno del “Santilli Footage”, il caso Roswell resta uno dei casi più documentati della storia dell’ufologia e  presenta senza ombra di dubbio alcuni punti certi:
1) nell’estate del ‘47 “qualcosa” precipitò nei pressi di Roswell e venne recuperato dai militari della vicina Base Aerea, come dimostra il comunicato ufficiale rilasciato dal Comando stesso del 509° Gruppo Bombardieri;
2) il Comandante della Base Aerea, Col. William BLANCHARD, venne “duramente richiamato” per aver rilasciato un comunicato stampa senza essersi preventivamente consultato con i Comandi superiori, segno evidente che “quella notizia“ non andava diffusa;
3) i rottami del pallone sonda mostrati durante la conferenza dal Gen. Roger RAMEY non sono quelli recuperati a Roswell, come hanno rivelato vari testimoni ;
4) il caso interessò anche l’F.B.I., la Polizia federale americana, che in un suo dispaccio riservato riporta la descrizione dell’oggetto recuperato a Roswell come fornita dal Gen. Roger RAMEY nel corso della conferenza-stampa (un “disco di forma esagonale, sospeso ad un pallone con un cavo”).

Da quel lontano luglio del 1947 sono passati ormai oltre 50 anni ed il tempo ha lentamente cancellato, una ad una, tutte le residue speranze di fare luce su questo controverso caso, a nulla servendo le varie inchieste amministrative “addomesticate” da parte dell’USAF (“The Roswell Report : case closed”),  o le clamorose rivelazioni dell’ ex- Col. Philip CORSO,autore nel 1997 del discusso libro “The Day after Roswell” (“Il giorno dopo Roswell”).

Le tesi che si confrontano sul campo sono essenzialmente tre. La prima, sostenuta dagli ufologi, ritiene che a Roswell sia accaduto qualcosa di sensazionale e che una nave spaziale aliena sia precipitata sul posto, con a bordo l’intero equipaggio. I servizi militari e segreti americani avrebbero messo a tacere tutto, falsificando i reperti ed intimidendo i testimoni presenti sul luogo.

Per la seconda tesi, il misterioso oggetto precipitato a Roswell sarebbe, in realtà, un pallone sonda di fabbricazione cinese, composto di un materiale leggero e filamentoso.

Secondo una terza tesi, l’oggetto sarebbe un velivolo sperimentale in prova che sarebbe precipitato per un malfunzionamento. I militari ed i servizi segreti avrebbero coperto l’accaduto per non divulgare notizie riservata sulla natura ed uso del nuovo tipo di velivolo e per evitare che informazioni sensibili potessero cadere in mani nemiche.

Quali di queste tre ipotesi sia la verità è di difficile intendimento.

Certo è che i c.d. oggetti volanti non identificati non devono necessariamente essere veicoli spaziali di origine aliena, ma qualsiasi tipo di velivolo non convenzionale ancorchè creato dall’uomo ed in fase di sperimentazione, per scopi segreti e militari.

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