Fantasma nel castello di Zavattarello

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Zavattarello, in provincia di Pavia, è un comune che conta circa 1000 abitanti. E’ un dei borghi più belli d’Italia ed è altresì noto per lo splendido Castello Del Verme, incredibile complesso architettonico ancora oggetto di studi militari.

Secondo alcune testimonianze, il Castello sarebbe infestato dal fantasma di Pietro Del Verme, conte di Sanguinetto e marchese di Pietragavina. Promesso sposo di Chiara Sforza, decise di sposare un’altra donna. Tuttavia, dopo il decesso della prima moglie, anche per questioni dinastiche, convolò a nozze con la Sforza. Morì avvelenato il 17 Ottobre del 1485 e, secondo le cronache del tempo Chiara Sforza potrebbe essere stata coinvolta nel suo assassinio.

Le stanze del Castello di Zavattarello nascondono indubbiamente tetri e cruenti eventi tanto che, fin dalla prima metà del 1800 una delle camere da letto venne soprannominata “la stanza degli spiriti“ dove, alla fine degli anni novanta, venne collocata una celebre sedia, utilizzata per far accomodare i visitatori che preferivano non salire la ripida scala che conduce alla torre. La sedia venne successivamente rimossa per i timori palesati dalla donna delle pulizie che, con incredibile sistematicità, la trovava sempre posizionata in posti differenti.  Nel Castello, non è raro imbattersi in rumori sospetti, strani aloni di luce, percepiti anche da occasionali visitatori.

Nel settembre 2011, durante il concerto “Note al Museo”, un fatto strano è stato documentato per caso dalle telecamere che riprendevano l’evento. Dietro al palco dove si esibivano i musicisti, nella Sala delle Feste, si trovano due porte, che erano entrambe chiuse perché conducevano a un’area del castello che quella sera non era utilizzata.

“Durante il concerto” racconta la direttrice Sara Rossi “una delle due porte si aprì: per prima cosa pensammo subito a una corrente d’aria, ma questa idea venne presto smentita. Poco dopo, infatti, la porta si richiuse con un evidente movimento della maniglia. Questo mi ha molto stupita perché sapevo per certo che non poteva esserci nessuno dietro quella porta: l’accesso a quell’area del castello era stato chiuso, inoltre i nostri volontari stazionavano al pian terreno proprio per evitare che qualche visitatore potesse perdersi per il castello. Sulle prime non ho detto nulla, ma nei giorni successivi, quando abbiamo riguardato i filmati del concerto, abbiamo potuto constatare che anche una delle telecamere aveva ripreso esattamente ciò che avevo visto. Confermando che dietro quella porta non c’era nessuno.”

I musicisti non si accorsero di nulla e continuarono a suonare, finché a un certo punto il pianista si accorse di non avere più uno dei suoi spartiti. Lo cercò a lungo senza riuscire a trovarlo, quindi se ne fece prestare una copia da una collega e il concerto proseguì senza intoppi. Al termine, musicisti e pubblico si spostarono in un’altra sala per un rinfresco finché, dopo la mezzanotte, musicisti e personale del castello tornarono nella Sala delle Feste per radunare gli strumenti e andare a casa.

“Entrammo nella sala tutti insieme.” prosegue Sara Rossi “Il pianista, appena avvicinatosi al suo pianoforte, si accorse che sul leggio era posato lo spartito mancante, proprio il suo, con tutte le sue annotazioni a matita. Era come se non si fosse mai spostato da lì.”

È su questi ed altri strani avvenimenti che indagano dal 2013 i ricercatori del paranormale. Il gruppo hesperya di Brescia ha compiuto diversi sopralluoghi nel Castello di Zavattarello, durante i quali sono state registrate anomalie sospette. Di queste, due sono particolarmente rilevanti.

Nel marzo 2013, un registratore lasciato in rec in una delle prigioni del castello ha registrato una presunta voce maschile che sembra domandare “chi siete”. Molto curioso è anche un suono rimasto impresso nelle registrazioni di due telecamere che stavano riprendendo immagini di repertorio delle sale del piano nobile: sono state registrate tre note musicali prodotte da uno strumento che non è stato udito a orecchio nudo.

Durante un secondo sopralluogo nel luglio dello stesso anno, è stata registrata da una videocamera handycam quella che viene definita una vera e propria voce incorporea, udita anche a orecchio nudo da alcuni membri del gruppo in diretta: si può sentire distintamente nella registrazione una voce che chiama per soprannome (“Roby”) un componente del gruppo.

Le indagini sono proseguite l’anno successivo con la collaborazione dei meticolosi IdP – Indagatori del Paranormale di Melegnano. In particolare, ci sono alcuni aspetti del castello che hanno stupito il loro ingegnere del suono, che nella sua esperienza non ha mai incontrato un luogo con caratteristiche simili al castello di Zavattarello.

Fonte: zavattarello.org

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