Le esperienze umane di premonizione sulla propria morte

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Nessuno conosce il momento della propria morte e cosa ci attende dopo la vita terrena.
Tuttavia, ci sono persone che riescono ad intuire l’arrivo di questo momento. Potrebbe trattarsi di semplice intuizione mistica oppura di qualcosa di diverso ed insondabile.
Eisistono migliaia di testimonianze su queste forme di precognizione. Mario T. ci scrive “Una sera, tornando dal lavoro, mia moglie, che aveva solo 20 anni, ha
detto improvvisamente: “Sono molto stanca, forse lascerò presto questo mondo.Il giorno dopo siamo stati coinvolti in un incidente d’auto. Mia moglie è morta ed io sono sopravvissuto … “

In una lettera inviata alla redazione, Claudia P. riferisce: “L’estate scorsa io e mio marito abbiamo fatto visita alla città in cui sono nata e cresciuta per trascorrere un pò di tempo con i miei genitori. Un giorno, mentre eravamo affacciati sul balcone e guardavamo l’auto parcheggiata, all’improvviso disse:” Credi che morirò qui? “Rimasi scioccata da questa domanda, dato che mio marito era in perfetta salute. Ma poche settimane dopo è morto improvvisamente per un attacco di cuore, proprio accanto l’automobile che stavamo osservando dal balcone”.
Potremmo raccontare migliaia di storie simili e, probabilmente, anche chi legge questo articolo avrà numerose esperienze da raccontare. I medici americani William Green, Stefan Goldstein ed Alex Moss, studiando il fenomeno della morte, hanno analizzato centinaia di episodi relativi a  pazienti deceduti improvvisamente.

I loro risultati mostrano che la maggior parte delle persone aveva previsto la propria morte. Certo, la loro premonizione non ha assunto la forma della rivelazione profetica ma spesso li ha spinti a mettere in ordine le cose, prima della preconizzata dipartita.

E’ emerso che poco prima della morte molte persone sperimentano uno stato di depressione che può durare da una settimana a sei mesi. I medici presumono che questa strana malinconia possa essere causata da cambiamenti ormonali nell’organismo.

La caratteristica psicologica di questo abbattimento apparentemente infondato consiste nel preparare il sistema nervoso centrale alla separazione dalla vita. Ciò corrisponde all’opinione condivisa da molti ricercatori secondo cui la morte è semplicemente la transizione della coscienza in una diversa forma di essere, in un diverso piano energetico dell’esistenza.

Tuttavia, perché l’organismo necessiterebbe di questa “preparazione psicologica?”
Come si può spiegare la strana capacità di alcune persone di prevedere la morte? Il libro tibetano dei morti offre una risposta a questa domanda. Secondo le credenze orientali, una persona è un essere costituito sia da materia solida che sottile. La materia solida forma il corpo fisico di una persona.

La materia sottile costituisce la propria natura spirituale, in particolare il corpo sottile, invisibile ad una visione normale, forma la copertura dell’anima. La morte non è altro che la separazione del corpo sottile da quello fisico.

Il corpo sottile ha una sua aura che i chiaroveggenti sono in grado di vedere. Le radiazioni emesse da questa aura consentono di diagnosticare lo stato di salute di una persona. La diagnosi dell’aura è stata a lungo utilizzata nella guarigione extrasensoriale. Le persone che hanno una visione astrale possono prevedere la morte di una persona dalla loro aura.

Perché le persone devono sperimentare questa terrificante premonizione? Forse è stata la natura ad instillare questa particolare caratteristica? C’è un’ipotesi interessante in questo senso. Gli scienziati sanno da tempo che prima di morire, le cellule di un organismo vivente emettono un improvviso aumento di raggi radioattivi.

Il fisico polacco Janusz Slawinsky ipotizzò che questo flusso di onde abbastanza potente potesse contenere informazioni sulla vita di un organismo morente ed anche salvare frammenti di coscienza e memoria. È questo lo scopo principale dell’ultimo segnale emesso dalle cellule morenti?

Tutti gli insegnamenti spirituali e le religioni parlano della prosecuzione della vita dopo la morte. L’aura che scompare prima della morte, come qualsiasi tipo di materia cosmica, non si decompone senza lasciare traccia nello spazio.
Insieme al complesso energetico di una persona (il corpo sottile), trasporta nell’altro mondo tutte le informazioni su una creatura morente, in altre parole, sulla sua coscienza.


È solo il corpo fisico che muore, la coscienza continua ad esistere come una nuvola di energia. Le emissioni radioattive dei tessuti biologici al momento della morte sembrano dare al corpo sottile un’ultima scossa, mandando l’anima immortale di una persona nello Spazio.

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