Il caso William Herbert Wallace

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Nel 1931, a Liverpool, Julia Dennis venne trovata morta all’interno del suo appartamento. Della sua morte venne accusato il marito, William Herbert Wallace, che venne dapprima condannato alla pena capitale che, per la prima volta nella storia giudiziaria inglese, venne annullata dalla Court of Crimanl Appeal.

In questo articolo, ripercorriamo le tappe di una vicenda che ha caratteristiche uniche nella storia criminale del secolo scorso.

L’OMICIDIO E LE INDAGINI

William Herbert Wallace era addetto al recupero crediti presso una compagnia assicurativa con sede a Liverpool. Nel 1914 aveva sposato Julia Dennis, più grande di lui di 17 anni.

Il pomeriggio del 19 gennaio del 1931, mentre si trovava a giocare a scacchi in un club della città, Wallace ricevette un messaggio nel quale veniva informato che il pomeriggio successivo avrebbe dovuto recarsi a Menlove Gardens Est per stipulare una polizza assicurativa con tale M.R. Qualthrought.

Il pomeriggio del 20 Gennaio, Herbert Wallace cerca di recarsi al luogo dell’appuntamento ma scopre che non esiste alcuna Menlove Gardens Est e decide di rientrare a casa dove viene incontrato dai suoi vicini cui riferisce di non riuscire a rientrare perchè la porta risultava bloccata. Dopo vari tentativi, Wallace riesce a sbloccare l’ingresso sul retro ed, all’interno del salotto, trova il corpo della moglie, trucidata con numerosi colpi alla testa.

La polizia di Liverpool arrestò Wallace circa due settimane dopo l’omicidio, sottoponendolo a reiterati interrogatori ed alla misura dell’obbligo di presentazione giornaliero all’ufficio di polizia. Il principale elemento di sospetto era rappresentato dalla telefonata che era pervenuta al club degli scacchi. Gli investigatori appurarono che quella chiamata era partita da un telefono ubicato a meno di 300 metri dalla casa di Wallace ed ipotizzarono che il fantomatico Mr. Qualthrought non fosse altro che il medesimo William Herbert Wallace.

Si trattava dell’unico elemento di sospetto a suo carico, a fronte di numerosi altri riscontri incompatibili. In primo luogo, infatti, Wallace non avrebbe avuto il tempo di uccidere la moglie per poi recarsi alla fermata del tram. Gli inquirenti, nel tentativo di superare questo ostacolo, fecero rifare lo stesso percorso ad un detective allenato, ma la tempistica risultò comunque non compatibile e per l’effetto decisero di anticipare di un’ora e mezza l’ora della morte. 

Un altro indizio contrario era costituito dal fatto che gli abiti che Wallace indossava la sera del delitto risultarono completamente privi di tracce di sangue, laddove gli esami forensi affermavano che l’assassino doveva necessariamente essersi sporcato, data la ferocia e cruenza dell’omicidio. Per raggirare questa incongruenza, gli investigatori inglesi giunsero al punto di ipotizzare che Wallace, durante l’azione omicidiaria, avesse indossato da nudo un soprabito per coprirsi dagli schizzi di sangue per poi pulirsi e rivestirsi simulando l’ingresso in casa.

Inoltre, un garzone del quartiere aveva dichiarato di aver parlato con la Sig.ra Wallace pochissimi minuti prima dell’uscita di casa del marito, ma la sua testimonianza non venne ritenuta affidabile.

In definitiva, le prove a carico di William erano talmente labili da non giustificare la dissennata e ridicola prosecuzione dell’inchiesta, ma gli inquirenti la pensavano in altro modo.

IL PROCESSO E L’ANNULLAMENTO DELLA CONDANNA

Nonostante Wallace protestasse strenuamente la sua innocenza e benchè non vi fosse alcun indizio a suo carico (anzi, quelli raccolti dimostravano la sua estraneità ai fatti) venne incriminato per omicidio volontario. La Corte Di Primo Grado, dopo una brevissima camera di consiglio, con una pronuncia illogica e sommaria condannò Wallace alla pena di morte.

Tuttavia, nel Maggio del 1931, con una pronuncia di carattere epocale (la prima nel suo genere), la Corte Criminale D’Appello annullò la sentenza di condanna poichè non era supportata da prove sufficienti. 

Ritrovata la libertà, William Wallace riprese il suo lavoro presso la Compagnia Assicurativa, ma era ormai un uomo evitato e bistrattato dai propri concittadini e colleghi che lo ritenevano un probabile assassino. Decise di trasferirsi in un piccolo locale a Bromborough, vivendo alla giornata. Morì nel Febbraio del 1953, a soli 54 anni, in conseguenza di alcune complicanze nefrologiche.

L’omicidio di Julia Dennis Wallace rimane ancora oggi senza un colpevole, ma la vicenda è rimasta emblematica per la gestione superficiale del caso da parte delle forze dell’ordine inglesi e dei giudici di primo grado.

 

 

 

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