Gli avvistamenti UFO nella foresta di Rendlesham

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L’incidente UFO nella foresta di Rendlesham è uno degli episodi più strani e misteriosi nella storia dell’ufologia mondiale, supportato da numerosi riscontri e dagli interrogativi che ne conseguono.

La storia dell’avvistamento.

Il 28 Dicembre del 1980, il colonnello Charles Halt, in servizio presso l’aeronautica americana, venne informato di strani avvistamenti vicino le basi americane di Bentwaters e Woodbridge. Molti testimoni riferirono di aver visto, nel cuore della notte, luci soprannaturali ed oggetti volanti non identificati.
Alcuni ufficiali (tra cui Jim Penniston, John Burroughs e Budd Stevens) segnalarono l’avvistamento di insolite luci, navicelle di forma triangolare e segni di abrasione nel terreno. Gli ufficiali Penniston e Burroughs furono sufficientemente chiari e precisi nel descrivere gli eventi, ma il comandante di reparto ordinò loro di mantenere il silenzio e non menzionare quanto accaduto nei loro rapporti di servizio.

Ciò fino a quando quegli stessi fenomeni non si riverificarono. A quel punto, fu costretto ad intervenire il vice comandante della base, il tenente colonnello Charles Halt, che abbandonò la mensa dove stava cenando e decise di osservare e registrare di persona quanto stava accadendo.

Tra tutti i resoconti quelli maggiormente meritevoli di attenzione provengono da Jim Penniston, John Burroughs e dal colonnello Charles Halt. Questi autorevoli testimoni hanno riferito di aver visto brillanti e vivide luci multicolori, simili ad un caleidoscopico di luci dal rosso al blu, provenienti da un misterioso oggetto volante. L’evento si è ripetuto per due giorni consecutivi, dal 26 al 27 dicembre del 1980, per Penniston e Burroughs, e poi di nuovo il 28 dicembre 1980, per il colonnello Halt e la sua squadra di soldati. In entrambi gli incontri, il misterioso velivolo rifletteva luci, si librava in aria, atterrò, decollò a velocità fulminea per poi e dissolversi e svanire nel nulla.


Il primo incidente. Cosa videro Penniston e Burroughs

Il 26 dicembre 1980, Budd Stevens e Sargent Jim Penniston videro strane luci rosso fuoco, intensamente luminose, brillare tra gli alberi della foresta di Rendlesham. Quando riferirono dei loro avvistamenti, l’ufficiale in comando confermò che uno strano oggetto era stato rilevato mentre atterrava in una piccola radura vicino al bordo orientale della foresta. Fu allora, alle 3:00 del mattino, che Penniston ricevette l’ordine di indagare su ciò che era stato visto. Penniston fu accompagnato da John Burroughs su una jeep fino al punto di atterraggio. Fu qui che Burroughs e Penniston videro un misterioso velivolo luminoso il cui movimento e velocità sfidavano le leggi della fisica. Nonostante la sua velocità elevata, la navicella non produceva alcun suono. Dei due uomini, solo Penniston fornì un rapporto sull’avvistamento. Nella sua dichiarazione, scrisse:

“… La navicella era alta tre metri e larga circa tre metri alla base […] Nessun carrello di atterraggio era evidente, ma sembrava che fosse su gambe fisse … Mi sono avvicinato… Ho girato intorno all’astronave, e alla fine, sono andato dritto fino alla navicella. Ho notato che l’intelaiatura era simile ad un vetro nero liscio, opaco … “

Mentre osservavano, la navicella improvvisamente decollò a tutta velocità, dirigendosi verso un fienile, causando ulteriore scompiglio poiché le sue luci intense disturbavano la fauna locale e gli animali della fattoria. Burroughs e Penniston gli corsero dietro, scavalcarono una staccionata e poi videro luci rosse e blu che brillavano sul velivolo svanire mentre passava davanti al fienile.
Quando Penniston e Burroughs tornarono alla base, furono cauti nello scrivere il loro rapporto sull’incidente. Entrambi decisero di scrivere una versione che minimizzasse ciò che avevano visto. Nelle loro testimonianze, semplicemente affermarono:

“… Ho visto un oggetto meccanico con luci rosse, blu e bianche, ma il velivolo è scomparso prima che potessimo vedere meglio …”

Con loro sgomento, sia Penniston che Burroughs ricevettero l’ordine di tacere su ciò che avevano visto. Tuttavia, l’ordine non impedì a Penniston di ritornare nell’area il giorno successivo per esaminare il sito di atterraggio. Sul suolo della foresta, Penniston scoprì solchi circolari prodotti da un oggetto pesante, distanziate di circa 3 metri l’una dall’altra. Immediatamente fece impronte in gesso dei segni di atterraggio. Burroughs e Penniston rivelavarono anche che vicino alle rientranze nel terreno erano presenti danni da abrasione e rami spezzati. Sebbene il loro ufficiale di turno in comando avesse detto loro di rimanere in silenzio, i calchi in gesso ed il danno agli alberi stimolarono la curiosità degli altri militari.


Il secondo incidente. Cosa vide il tenente colonnello Charles Halt


Il 28 dicembre, il vice comandante della base, il tenente colonnello Charles Halt, venne informato che l’UFO era tornato, vicino al punto in cui era avvenuto il primo avvistamento. Il tenente Halt decise di formare una squadra dotata di proiettori, mirini notturni, dispositivi di registrazione audio e rilevatori di radiazioni per registrare tutto ciò che stava accadendo.
Il tenente Halt ordinò ai suoi uomini di effettuare letture delle radiazioni con contatori Geiger. Osservate per mezzo di telescopi notturni, le abrasioni sugli alberi emanavano segni di calore. A qusto punto, l’UFO apparì nuovamente, avvicinandosi da sud, volando ad una velocità incredibile e pulsando di una luce rossa vibrante tra i rami degli alberi. Halt descrisse così quell’esperienza:

“… Eccolo che viene da sud, viene verso di noi ora … ora stiamo osservando quello che sembra essere un raggio che scende a terra. Tutto ciò è irreale …”

La luce che filtrava dalla navicella era così forte che i sensori dei telescopi notturni si bruciarono. Le luci continuavano a fluttuare ed irradiare sulla foresta e sul campo.
Quando Halt relazionò all’Office of Special Investigations (OSI), gli venne ordinato di tacere sulla sua esperienza per proteggere la sua reputazione e, cosa più importante, la reputazione dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti. Sebbene Boroughs e Penniston avessero giurato di mantenere il segreto, il tenente colonnello Halt fu autorizzato a scrivere un promemoria al Ministero della Difesa sugli eventi che si erano verificati. Grazie alla legge statunitense sull’informazione del 1983, il promemoria del tenente colonnello Halt furegistrato pubblicamente, affinché chiunque lo potesse leggere.

Presto altri testimoni si fecero avanti per descrivere gli avvistamenti UFO della foresta di Rendlesham ed in poco tempo divenne ovvio che c’erano palesi contraddizioni tra la registrazione su nastro del colonnello, la testimonianza di un informatore anonimo ed il promemoria scritto dal tenente colonnello Halt.


Le contraddizioni tra i vari racconti


Il 25 gennaio 1985, The Guardian pubblicò un articolo che descriveva ciò che era stato visto nell’incidente UFO della foresta di Rendlesham. Prima di ottenere l’attenzione del The Guardian, un misterioso aviatore statunitense, con lo pseudonimo di “Art Wallace”, aveva partecipato a molte interviste televisive e giornalistiche su ciò che aveva visto il 26 e 28 dicembre 1980.

Art Wallace, che in seguito fu confermato essere Larry Warren, affermò di essere un testimone delle luci UFO insieme a Burroughs, Penniston e Halt. Tuttavia, i suoi ricordi sembravano essere più vividi e precisi degli altri tre. Nella sua versione, Wallace affermò che il colonnello Halt ed altri ufficiali avevano avuto un contatto diretto con la navicella spaziale, incontrando minuscoli alieni atterrati sul nostro pianeta. Questo racconto contraddiceva quanto affermato dal colonnello Halt, il quale non aveva mai menzionato l’incontro con gli alieni né nel suo rapporto audio registrato né nel promemoria che produsse al Ministero della Difesa.

Wallace affermò che l’ISO gli aveva fatto il lavaggio del cervello iniettandogli il siero della verità e costringendolo a guardare film sugli UFO per inquadrarlo come un individuo mentalmente disturbato al fine di respingere la storia che stava già trapelando alla stampa.

Anni dopo il tenente colonnello Halt ricorda altri particolari

Nel giugno 2010, l’ex tenente colonnello Charles Halt ha rilasciato una ulteriore dichiarazione giurata di due pagine. I suoi ricordi, purtroppo, erano ancora contraddittori sulla direzione delle luci, la posizione dei “punti di atterraggio” ed il numero di oggetti che apparirono in cielo. Nonostante gli sforzi, la dichiarazione di Halt gettò più confusione e dubbi sull’intera storia. Nel 2015, l’anziano tenente colonnello Halt ha cercato di ristabilire la sua verità ottenendo dichiarazioni scritte dagli operatori radar della RAF Brentwater che lavoravano nelle notti in questione.
Nelle loro dichiarazioni, gli operatori radar ammisero di aver tracciato gli oggetti il ​​26 e 28 dicembre. Gli ex operatori radar anonimi affermarono di aver visto le luci percorrere 96 chilometri in tre secondi, ruotare e fermarsi improvvisamente, e tornare di nuovo in direzione della foresta dove si trovava la squadra del colonnello Halt. Queste informazioni aggiuntive dagli operatori radar supportano le precedenti dichiarazioni fatte da Halt, Burroughs e Penniston.


Cosa è davvero successo a Rendlesham Forest


Dopo quasi quarant’anni, sono state formulate spiegazioni alternative alla ipotesi UFO, che hanno creato ulteriore confusione su ciò che è realmente accaduto in quei giorni nel dicembre 1980.

Secondo una prima tesi, è stato ritenuto che gli aviatori statunitensi avrebbero in realtà assistito ad una pioggia di meteoriti sull’Inghilterra meridionale. L’intensità e la luminosità della pioggia di meteoriti potrebbero aver causato i punti caldi accecanti che hanno bruciato i sensori dell’oscilloscopio notturno.
Un’altra ipotesi è che, al momento della pioggia meteoritica, i militari potrebbero aver intravisto fasci di luce dal faro di Orfordness, che all’epoca era considerato dal Ministero della Difesa il faro più luminoso del Regno Unito.

Un’altra possibile spiegazione sembra essere la più oltraggiosa di tutte.

Secondo il ricercatore UFO Dr. David Clark, le sue fonti anonime avrebbero affermato che l’intero incidente UFO della foresta di Rendlesham potrebbe essere stato uno “scherzo” orchestrato dalla British Special Air Service (SAS) al personale dell’aeronautica militare statunitense di stanza a RAF Woodbridge e RAF Bentwaters . Il motivo della burla avrebbe origine in un precedente test di sicurezza eseguito su entrambe le basi. Secondo il Dott. Clark, il SAS avrebbe paracadutato diverse truppe per simulare un attacco, costringendo i militari statunitensi a catturare i soldati SAS paracadutisti.

Ciò ha provocato l’umiliazione dei soldati SAS catturati, inducendo l’aviazione americana ad affermare che i prigionieri catturati erano in realtà “alieni non identificabili”. A causa di un tale atto di aggressione, il SAS decise di ordire la propria vendetta mettendo in scena una vera “invasione aliena”.

Nella sua simulazione, il SAS si sarebbe avvalso di razzi multicolori programmati per esplodere in determinati momenti nella foresta, mentre alcuni membri del personale controllavano a distanza palloni di elio di colore scuro insieme ad alianti ed aquiloni controllati per imitare un singolo velivolo in movimento. Data l’ossessione americana per gli alieni dopo l’incidente di Rosewell del 1947 ed i film popolari usciti in quel periodo, speravano di convincere gli Stati Uniti che gli alieni stavano davvero arrivando.

Con tutte le diverse spiegazioni alternative, l’evento UFO della foresta di Rendlesham è un enigma quasi impossibile da risolvere. Potrebbe trattarsi di un incredibile avvistamento UFO oppure di un elaborato scherzo orchestrato da forze militari in contrasto.

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